Galleria del Seminario, dall’accesso ai soccorsi allo smart working: tutte le soluzioni sul tavolo per limitare i disagi
Carpineti: dopo il vertice in Provincia nasce un tavolo permanente per gestire le ricadute dei lavori. Cgil e Cisl chiedono misure per i pendolari
Carpineti La Galleria del Seminario lunedì ha chiuso per il maxi cantiere e per la Montagna reggiana si apre una fase destinata a durare fino al prossimo aprile. Per mesi viene infatti meno la via più rapida di collegamento tra l'Appennino e la pianura, con conseguenze che riguardano non soltanto la viabilità, ma anche migliaia di spostamenti quotidiani per lavoro, i servizi, le imprese e i mezzi di soccorso. Dopo le preoccupazioni emerse negli ultimi giorni, il vertice giovedì convocato dal presidente della Provincia Giorgio Zanni ha messo sul tavolo alcuni primi punti fermi e una serie di questioni ancora da risolvere.
Un tavolo permanente per gestire i mesi di chiusura
La prima novità è la nascita di un tavolo permanente coordinato dalla Provincia, al quale parteciperanno anche organizzazioni sindacali, associazioni economiche e altri soggetti coinvolti. L'obiettivo è seguire nel tempo l'andamento del cantiere, verificare gli effetti sulla viabilità e affrontare progressivamente le conseguenze che la chiusura avrà sul territorio. Una scelta accolta positivamente da Cgil Reggio Emilia e Cisl Emilia Centrale: «E’ passata la nostra richiesta di attivare un tavolo permanente di confronto con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni economiche e degli altri soggetti interessati, affinché l’andamento dei lavori, della viabilità e delle ricadute sul territorio venga verificato costantemente».
Secondo quanto riferiscono i sindacati al termine dell'incontro, la comunicazione dell'avvio dei lavori sarebbe arrivata al territorio in ritardo, ritardo che viene ricondotto ad Anas. La stessa Provincia, sottolineano Cgil e Cisl, avrebbe avuto notizia dei tempi effettivi del cantiere soltanto recentemente. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, non avrebbe consentito a istituzioni, imprese, servizi pubblici e parti sociali di organizzarsi per tempo.
Ambulanze e Vigili del Fuoco potranno attraversare la galleria
Uno dei nodi più delicati riguarda i soccorsi. Dal vertice è arrivata però una rassicurazione importante. Ambulanze, Vigili del Fuoco e gli altri mezzi di emergenza potranno transitare attraverso la Galleria del Seminario anche durante il periodo dei lavori. È previsto un sistema che consentirà l'apertura della galleria in caso di necessità, evitando così che i mezzi di soccorso debbano necessariamente affrontare i percorsi alternativi e i relativi tempi di percorrenza.
Pendolari, si valuta lo smart working
Resta invece aperta la questione di chi ogni giorno si sposta dalla Montagna verso la pianura per raggiungere il posto di lavoro. Cgil e Cisl chiedono innanzitutto una mappatura dei dipendenti pubblici che risiedono in Appennino e lavorano a valle, per capire quanti potrebbero ricorrere maggiormente al lavoro da remoto durante i mesi di chiusura. La proposta riguarda i dipendenti di Provincia, Ausl, Comuni, articolazioni dello Stato e altri enti pubblici. La stessa valutazione, secondo i sindacati, dovrebbe essere fatta nelle multiutility, a partire da Iren, e nelle aziende private che impiegano lavoratori provenienti dall'Appennino.
Orari di lavoro differenziati nelle aziende
L'altra soluzione proposta riguarda gli orari. Per le mansioni che lo consentono, Cgil e Cisl chiedono di verificare con le imprese la possibilità di differenziare gli orari di ingresso e di uscita dei lavoratori pendolari, in modo da distribuire maggiormente i flussi di traffico e limitare almeno in parte i disagi provocati dalla chiusura. Su questo fronte i sindacati chiedono anche un coinvolgimento diretto delle associazioni di categoria.
Il nodo dei tempi e delle responsabilità
Sul tavolo rimane infine la polemica relativa alla gestione dell'avvio di un'opera attesa da anni.
Cgil e Cisl parlano di una grande opera pubblica «attesa da 15 anni» ma arrivata alla fase operativa senza un adeguato coinvolgimento preventivo del territorio. Per i sindacati, tuttavia, la priorità ora è trovare soluzioni: ridurre il più possibile l'impatto dei mesi di chiusura su chi vive e lavora in Appennino, verificando costantemente viabilità e andamento del cantiere attraverso il nuovo tavolo permanente.
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