Incendio di Vedriano, evacuate tre case e un agriturismo: a fuoco 100 ettari di bosco,
Canossa: in azione anche i Canadair e l’elicottero. Decine di uomini per contenere le fiamme
Canossa Tre case e l’agriturismo Collina dei Cavalli evacuati, con residenti e animali allontanati, almeno 100 ettari di bosco bruciati e un fronte di fuoco di 800 metri in estensione vicino alle abitazioni. È il bilancio, ancora provvisorio, dell’incendio divampato giovedì pomeriggio tra Vedriano e Case Boschi. Da allora vigili del fuoco e Protezione civile lavorano senza sosta e le operazioni proseguiranno anche oggi, sabato. Ieri, nonostante gli sforzi, il bosco continuava a bruciare.
A complicare la situazione il vento, che è tornato ad alimentare le fiamme quando parevano essere diventate controllabili. A provocarle potrebbe essere stato un fulmine, ma non si escludono, passata l’emergenza, accertamenti da parte dei carabinieri forestali. Altre famiglie, oltre a quelle già evacuate, sono state allertate. Tra gli evacuati pure un gruppo di scout di Reggio, 45 persone, di cui 36 ragazzi tra gli 11 e i 16 anni.
Siamo, in località Colonne di Vedriano, nella val Tassobbio, in una zona molto impervia, al punto che è stato richiesto fin da giovedì, l’intervento dei mezzi aerei, prima Drago 115 da Bologna, poi, ieri, diversi canadair, Can8 da Olbia, Can21, Can14 e Can18, tutti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L’acqua necessaria ai lanci, con decine e decine di spole, è stata prelevata dalle fonti vicine (tra queste Lago Baroni e anche l’ex cisterna di liquami di Monchio delle Olle) e anche dal mar Tirreno, il tratto davanti a La Spezia, dove hanno “pescato” i canadair. L’ultimo aggiornamento dei vigili del fuoco risale alle 18 di ieri, con le operazioni di spegnimento e bonifica ancora in corso e lontane dal terminare: «Attualmente l’incendio risulta ancora in atto e pertanto le operazioni proseguiranno sicuramente anche durante la notte e la giornata di oggi».
Sul posto ieri sera oltre 30 vigili del fuoco, provenienti dai comandi di Reggio Emilia, Modena, Parma e Piacenza. Nella mattinata di ieri, da quando era scattato l’allarme alle 17.50 di giovedì, erano già state impiegate diverse squadre, quattro da Reggio Emilia, una da Castelnovo Monti, una da Sant’Ilario, una da Sassuolo e una da Parma e Bologna. Alle operazioni hanno partecipato anche i volontari della Protezione civile e i carabinieri. Mobilitata anche la popolazione locale che, oltre a impegnarsi in prima persona, ha messo a disposizione mezzi, trattori e cisterne, e risorse, acqua, in primis, e viveri. Sul posto anche il sindaco Alfredo Gennari, che ha seguito le operazioni.
In quanto al gruppo scout, la loro situazione è stata gestita con prontezza dagli educatori che hanno trasferito i ragazzi dal campeggio, a poca distanza dall’agriturismo Collina dei Cavalli, fino a Gombio, aggiornando con puntualità le famiglie e in collegamento con le autorità locali. Ha voluto il caso che giovedì il temporale li abbia sorpresi proprio mentre erano impegnati in un’attività sulla paura. «Abbiamo sentito il frastuono di un fulmine, non vicino, ma molto forte – ha raccontato l’educatore Lorenzo Poli –. Poca pioggia durata non più di 10 minuti. Niente di preoccupante, sul momento. L’attività è proseguita sotto il tendone. Poi abbiamo visto in lontananza la colonna di fumo. Abbiamo allertato prima il 115, poi i carabinieri e il sindaco. Poi abbiamo proceduto all’evacuazione, secondo i nostri protocolli». Preso l’essenziale il gruppo si è trasferito a piedi al parcheggio, a dieci minuti di distanza e, con diversi viaggi a bordo del pulmino parrocchiale, i ragazzi sono stati portati a Gombio, dove si sono riuniti con un secondo gruppo di scout più piccoli. E anche qui è scattata la solidarietà degli abitanti. Il gruppo ha trovato riparo nella distesa esterna del ristorante “Da marco” e si è sfamato con 18 mezzi metri di pizza fatti arrivare, anche se a tarda sera, dalla Bottega della pizza di Felina, comprensivi di un pasto senza glutine. Ieri il pranzo, decine di teglie di pasta, è stato offerto dall’ex capo scout e volontario di Protezione civile, Maurizio Lori. Poi il rientro a Reggio.
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