Villa Bonicelli, il borgo dimenticato dell’Appennino rinasce e diventa meta per turisti da tutto il mondo
Toano: accanto alle sorgenti di Quara, è stato completamente ristrutturato e trasformato in una struttura ricettiva
Toano Un luogo ricco di storia, immerso nel verde dell’Appennino reggiano, che oggi vive una seconda giovinezza grazie a un importante intervento di recupero. Accanto alle sorgenti di Quara, l’antico borgo Bonicelli è stato completamente ristrutturato e trasformato in una struttura ricettiva capace di offrire ai propri ospiti non una semplice vacanza, ma una vera e propria esperienza a contatto con la natura, la storia e le tradizioni del territorio. A guidare questo progetto è Alessandro Terzi, che da circa un anno e mezzo gestisce la struttura e ne ha fatto un punto di riferimento per chi desidera allontanarsi dal turismo di massa e scoprire un’area ancora autentica dell’Appennino tosco-emiliano. Le antiche abitazioni in pietra del borgo sono state recuperate con attenzione e trasformate in cinque villette indipendenti, dotate di ogni comfort ma perfettamente integrate nel contesto originario.
Il risultato è un piccolo borgo diffuso che può ospitare fino a 32 persone, ideale per famiglie, coppie e gruppi di amici alla ricerca di tranquillità e bellezza paesaggistica. Circondato da boschi, vigneti e sentieri, il complesso domina uno scenario mozzafiato. Un luogo che, nonostante il suo valore storico e naturalistico, resta ancora poco conosciuto al grande pubblico italiano, mentre da tempo è apprezzato da visitatori provenienti dall’estero, in particolare da Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Olanda e Germania. Il borgo affonda le proprie radici in una storia secolare. La località è citata nel Liber Focorum del territorio reggiano come dipendente dal Comune di Monzone. L’antico palazzo dei Bonicelli domina ancora oggi l’abitato e conserva importanti elementi architettonici originari.
Tra questi spiccano il portale archivoltato in pietra con decorazioni scolpite, il concio di chiave datato 1824 raffigurante un angelo in volo e un pregevole camino d’epoca in pietra custodito negli interni. L’edificio è riconducibile tra il XVI e il XVII secolo. All’inizio del borgo si trova inoltre una caratteristica cappellina dedicata alla Beata Vergine, datata 1842, mentre altri edifici conservano mascheroni in pietra, conci bugnati e incisioni che testimoniano la ricchezza storica dell’insediamento. La tradizione locale si intreccia anche con la memoria della Resistenza. Secondo un racconto tramandato dagli abitanti del borgo, durante la Seconda guerra mondiale alcune abitazioni avrebbero nascosto armi utilizzate dai partigiani. A suffragare questa ipotesi vi è il ritrovamento, nel corso degli anni, di alcuni bossoli di fucile rinvenuti tra le mura delle case. Sebbene non siano mai state recuperate le armi, il contesto storico dell’area, teatro di un’intensa attività partigiana, rende plausibile questa testimonianza, che continua ad alimentare il fascino e il mistero di questo angolo dell’Appennino.
L’attenzione di Alessandro Terzi non si limita all’accoglienza. Molti degli elementi che arredano gli spazi esterni sono infatti realizzati personalmente a mano. Tra le opere più recenti figurano il nuovo barbecue inaugurato quest’estate, il grande tavolo esterno di “Casa Vigneto”, oltre a portavasi e altri complementi che contribuiscono a rendere ancora più caratteristico l’ambiente. Una delle caratteristiche più apprezzate dagli ospiti è l’accompagnamento offerto dal gestore nella scoperta del territorio. Dalle escursioni lungo il torrente Dolo alle passeggiate tra i vigneti, dalle visite ai caseifici della zona fino alle esperienze presso i ranch locali, ogni soggiorno diventa un’occasione per entrare in contatto con le eccellenze dell’Appennino reggiano. In un’epoca in cui molte destinazioni soffrono il fenomeno dell’overtourism, Villa Bonicelli rappresenta una valida alternativa: un luogo autentico, immerso nella natura incontaminata, dove il tempo sembra rallentare e dove storia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza unica. Un piccolo gioiello nascosto che continua ad attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero, alla ricerca di quell’autenticità che altrove è sempre più difficile trovare. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google