Gazzetta di Reggio

Reggio

La tragedia

Cade con il muletto nel dirupo e muore. «Papà si faceva in quattro per la sua famiglia»

Daniele Montanari
Cade con il muletto nel dirupo e muore. «Papà si faceva in quattro per la sua famiglia»

Il tragico infortunio sul lavoro a Montese, Khaled Mehri 60 anni abitava a Castelnovo Sotto

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Papà si faceva in quattro per la sua famiglia, lavorava dal mattino alla sera per noi. Siamo devastati da quello che è successo. Venerdì era partito all’alba per andare a lavorare: non ho potuto nemmeno salutarlo per l’ultima volta». Ha la voce rotta dal pianto Bilel, 22 anni. È l’unico figlio maschio della grande famiglia di Khaled Mehri, 60enne tunisino. È lui la vittima del terribile incidente sul lavoro che si è verificato venerdì 7 agosto a Salto di Montese (Modena) in un cantiere ai lati della Sp 27.

L’infortunio

Erano le 18 circa, una ditta edile di Castelvetro stava procedendo alla rimozione in sicurezza dell’amianto della copertura di un vecchio capannone. L’incidente Khaled stava manovrando a terra un muletto, in un’area di manovra piuttosto ristretta. Per cause in accertamento, mentre effettuava una manovra è finito con il muletto sul ciglio del piazzale, cadendo poi per circa 5 metri in un dirupo, dove il mezzo si è ribaltato più volte. Lui, sbalzato, è rimasto schiacciato. Vani tutti i soccorsi. Ultimati i rilievi di carabinieri e Medicina del lavoro Ausl, la salma è stata condotta dalle onoranze Ferroni e Salomoni di Montese in Medicina legale, per tutti gli accertamenti necessari in questi casi.

Il ricordo
«La nostra guida» Khaled era arrivato in Italia a 16 anni, aveva più di 40 anni d’esperienza nell’edilizia. Da 8 lavorava per la ditta edile di Castelvetro che stava effettuando l’intervento a Montese. Viveva a Castelnovo di Sotto con la moglie, le loro tre figlie (di 16, 23 e 26 anni) e il loro figlio Bilel, di 22. Una grande famiglia, di cui lui era l’unica fonte di sostentamento.

«Papà partiva da casa tutte le mattine all’alba - racconta Bilel - e faceva 60 chilometri per arrivare a Castelvetro nella sede della ditta. Lavorava tanto: alla sera tornava a casa molto stanco, specie in questi giorni. Mangiava qualcosa e andava a letto, per essere pronto a ripartire la mattina dopo presto. Era questo papà: lavoro e famiglia. Non riesco a credere che non ci sia più». «Papà era la persona più buona del mondo - continua Bilel tra le lacrime - aveva veramente un cuore d’oro. Ci voleva tanto bene e lavorava tanto per portare il pane a casa, e non farci mancare niente. Era un muratore esperto, faceva quel lavoro da più di 40 anni ormai: non so cosa possa essere successo, davvero non riesco a darmi una spiegazione. So solo che se n’è andato così all’improvviso, lasciandoci nella disperazione. Non ho avuto nemmeno il tempo di salutarlo venerdì mattina quando è partito. Avevamo parlato la sera... Parlato di lavoro, e di progetti per il futuro. Adesso che non c’è più, dovrò farmi forza più che posso e cercare di provvedere io alla famiglia».

Nella casa di Castelnovo è subito arrivato Sami Jaloul, cognato di Khaled, per cercare di portare conforto alla famiglia. Lavoravano nella stessa ditta di Castelvetro da tanti anni: «Ci siamo separati proprio venerdì mattina – spiega – lui è andato a Montese e io da un’altra parte. Non so cosa possa essere successo, era molto esperto. So solo che è terribile». Dal sindaco Carlo Castagnoli «il più profondo e sentito cordoglio: in questo momento di immensa sofferenza, ci stringiamo con affetto e rispetto attorno ai familiari, ai colleghi e a tutti i cari della vittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google