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Monopattini, quasi nessuno con il casco: 193 multe in due mesi. Ecco perché non scatta il sequestro se non assicurati

Massimo Sesena
Monopattini, quasi nessuno con il casco: 193 multe in due mesi. Ecco perché non scatta il sequestro se non assicurati

Reggio Emilia: dall’entrata in vigore delle nuove norme, la fotografia della situazione in città dice che in moltissimi non si sono ancora adeguati

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Reggio Emilia Quasi duecento contravvenzioni – dal primo giugno a lunedì scorso – per violazioni sulle norme che regolano la circolazione su strada dei monopattini elettrici. È il dato dell’attività svolta in questo periodo dalle pattuglie della Polizia locale del comune capoluogo.

Il giro di vite
Ai 193 verbali elevati dalla Municipale, devono aggiungersi poi quelli delle altre forze dell’Ordine, anche se è presumibile che il ruolo degli agenti del comandante Italo Rosati sia su questa partita preponderante. Invero, a prescindere dall’angolazione da cui la si guardi, la fotografia che esce è abbastanza preoccupante. Quasi nessuno indossa il casco, nemmeno sui monopattini presi a nolo. Del resto, non tutte le società di sharing – alle prese con costi crescenti per adeguarsi alle normative – si sono già attrezzate, dotando i propri mezzi – come avviene già per gli scooter – di caschi annessi che si sbloccano quando si noleggia il mezzo. Uno dei gestori presenti a Reggio, ma soltanto con biciclette e bici a pedalata assistita, Ridemovi, ha dotato di caschi i propri monopattini limitandosi però ad altre cittadine. Per quanto riguarda poi l’assicurazione per la responsabilità civile, ad eccezione dei monopattini a noleggio, regolarizzati in blocco dalle società di sharing, in pochi, anche a Reggio, si sarebbero adeguati all’ultimo obbligo, entrato in vigore a metà luglio.

Un dato preciso su questo versante non c’è: non sappiamo quanto grande sia la “fetta” dei mezzi non assicurati sul totale dei quasi duecento monopattini controllati. Di certo, nei controlli effettuati in queste settimane la violazione più frequente riscontrata è stata quella della guida senza il casco. In misura minore, riscontrate anche altre violazioni come la guida con un secondo passeggero (una violazione al codice della strada che, nello specifico è quasi sempre associata all’assenza del casco sulla testa di chi guida il mezzo), l’assenza della targa e, per finire, la mancanza dell’assicurazione.

Va detto che nel caso della guida senza assicurazione, contrariamente a quello che avviene per le auto, in questi casi il sequestro del mezzo scatta soltanto qualora il mezzo sia stato modificato rispetto a quando è uscito dalla fabbrica, ovvero sia stato “truccato” per andare a una velocità superiore a quella consentita. Per questo motivo – ovvero per la difficoltà a provare che quel monopattino, oltre a essere privo di contrassegno assicurativo sia stato anche reso più veloce o potente – nessun mezzo di quelli sanzionati in città è finito sotto sequestro, ma gli agenti della Municipale si sono limitati a elevare la contravvenzione.  Le cifre sono più o meno tutte attorno ai cento euro a verbale.

Norme e sanzioni

Nelle settimane scorse, si ricorderà, il prefetto di Reggio Salvatore Angieri aveva sottolineato – rivolgendosi proprio ai rappresentanti delle forze dell’ordine – l’importanza di pretendere il rispetto delle regole da questa nuova platea di utenti della strada, alla guida di mezzi che hanno invaso le nostre città cogliendole di fatto di sorpresa. E se le società di sharing sono state costrette a correre per adeguarsi alle normative, arrivando in alcuni casi anche a ipotizzare l’abbandono dell’attività, a Reggio molti tra coloro che si spostano su un monopattino di proprietà non si sarebbero ancora adeguati alla stipula di una assicurazione che li copra in caso di incidente. Rischiando grosso: la multa va dai 100 ai 400 euro, applicabile a chiunque non riesca a esibire ai controlli il certificato assicurativo, la quietanza di pagamento o il documento di polizza. Ma il problema si pone anche per chi subisce i danni da un incidente con un monopattino non assicurato. In questo caso, infatti, il meccanismo del risarcimento diretto qui non si applica, e chi subisce i danni dovrà chiedere il risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap, l'ente che interviene proprio quando manca una polizza a coprire i danni.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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