La piaga dei finestrini rotti colpisce anche l’ex Gasometro: il nostro reportage al fianco dei residenti tra scippi e degrado
«Abbiamo paura. Il parcheggio dell’ex Gasometro è abbandonato e a farne le spese siamo noi residenti. Per favore chiudetelo o buttatelo giù»
Reggio Emilia «Abbiamo paura. Andiamo a buttare la spazzatura in macchina, non usciamo più di casa. Il parcheggio dell’ex Gasometro è abbandonato e a farne le spese siamo noi residenti. Se deve essere gestito così, con gente che ci dorme, giri di droga, furti e persone che distruggono tutto, per favore chiudetelo o buttatelo giù. Basta interventi spot, servono soluzioni risolutive». La richiesta d’aiuto e la denuncia dei residenti nel quartiere dell’ex Gasometro rimbomba ancora tra le pareti e i bassi soffitti del parcheggio. Gli abitanti di via Fanti, via Villani, via Pansa e via Dal Verme si sono ritrovati per l’ennesimo sopralluogo, per l’ennesima riunione. La Gazzetta era con loro. Radunati davanti all’asilo L’Arca, i residenti si sono poi diretti dentro al parcheggio dell’ex Gasometro, dove, tra cucce di persone che lì ci dormono e vetri rotti di macchine vandalizzate, hanno esternato tutte le loro ansie, spiegato le loro paura e denunciato l’ennesima situazione di degrado in città. «In dieci giorni hanno rotto i vetri di una dozzina di auto. In una addirittura sembra che ci dormano: ci sono scarpe e vestiti. Nelle ultime due settimane, di giorno, ci sono stati ben tre scippi. Una signora in bicicletta è stata buttata a terra da due rapinatori in monopattino che le hanno strappato la collana d’oro – continuano i residenti del quartiere –. Gli street tutor ogni tanto passano anche da qui e sono stati proprio loro a segnalare alla polizia di Stato e alla polizia locale un altro scippo. Siamo contenti che gli street tutor qualche volta vengano qui, ma non basta a garantire la sicurezza». Il gruppo di controllo di comunità, coordinato da Giorgia Natalini, conta oltre 80 persone. La coordinatrice del gruppo di controllo è anche invitata stabile nel Comitato H, che si occupa anche della zona dell’ex Gasometro: «È da tre anni che chiediamo con continuità al Comune di fare qualcosa. Stime spannometriche dicono che con 250.000 euro il parcheggio potrebbe essere riqualificato – spiega Giorgia Natalini –. Quello che non capisco è questo: spendono oltre 10.000 euro al mese tra telecamere, luce e pulizia. Che senso ha continuare a spendere queste cifre per portare avanti una struttura che rende insicuro un intero quartiere? Servono soluzioni strutturali». Parlando con i residenti, Francesco Iacona, carabiniere in pensione con 35 anni di servizio, afferma: «Servono più controlli delle pattuglie in borghese. Le telecamere di sicurezza – i cui filmati ora sono sotto la visione del reparto Antidroga (ndr)– non coprono tutta la zona interna al parcheggio. C’è un buco nelle reti che permette l’accesso al piano rialzato. Così non si può andare avanti, mia moglie ha paura a portare fuori il cane al mattino. Questa gente non ha niente da perdere e agisce alla luce del sole». «Il parcheggio un tempo era custodito 24 ore su 24 con una guardia. Poi i costi di gestione erano troppo alti e hanno tolto la sicurezza. Forse sarebbe cosa buona rimetterla – aggiunge Roberto Cavalli, un altro residente –. Abito appena dopo il passaggio a livello di via Pansa e vedo spesso gente che bivacca e presumibilmente che si droga. Pensate – conclude – che c’è un signore che ogni giorno pulisce la zona che si trova tra la pensilina della stazione Fanti e l’ex Gasometro. Si può definire “addetto alle siringhe” visto tutte quelle che raccoglie quasi quotidianamente».
Questa è la situazione raccontata da chi questo quartiere lo vive ogni giorno e ogni giorno, da quanto emerso, ha paura anche solo ad andare a buttare il pattume. Il parcheggio è videosorvegliato sia internamente, anche se con alcune zone buie, che esternamente. Essendo coperto, riparato ed aperto su tutti i lati, ha tutte le caratteristiche per essere un luogo “strategico”, sia per fare uso di sostanze stupefacenti che per spacciare. La situazione è ben nota alle forze dell’ordine, che spesso intervengono, e i residenti sperano che possano arrivare delle risposte e degli interventi strutturali.
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