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Il lutto

Addio a Roberto Sabattini: il Bei creò la birreria Artù e portò a Reggio Emilia il padel

Giuseppe Galli
Addio a Roberto Sabattini: il Bei creò la birreria Artù e portò a Reggio Emilia il padel

Da una quindicina d’anni viveva a Lanzarote, nell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie

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Reggio Emilia Da una quindicina d’anni viveva a Lanzarote, nell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie, dove Roberto Sabattini si era trasferito nel 2010, senza però mai perdere i contatti con la sua città, Reggio Emilia, e con gli amici di una vita, che accoglieva spesso nella sua abitazione di Costa Teguise. Roberto, per tutti semplicemente il “Bei”, si è spento ieri mattina all’hospice Madonna dell’Uliveto di Montericco, ad Albinea, dove era ricoverato da qualche giorno. Aveva 72 anni, compiuti il 30 maggio scorso.

Era rientrato a Reggio Emilia il 10 luglio, poco più di un mese fa, accolto dall’amico fraterno Franco Contini, per sottoporsi a una serie di esami clinici al Core dell’ospedale Santa Maria Nuova, dopo che tre mesi prima, il 9 aprile, a Lanzarote gli era stata diagnosticata la grave malattia che non gli ha dato scampo, portandoselo via in appena quattro mesi. Calcio, tennis e – da quando era andato a vivere in terra spagnola – padel erano le sue tre grandi passioni sportive, mentre l’attività che lo ha reso celebre a Reggio e provincia è stata quella della ristorazione. A Lanzarote si era reinventato artista: dipingeva quadri e creava oggetti in legno, tipo souvenir. Era il 1982, quandoRoberto Sabattini decise di aprire l’Artù, una delle primissime birrerie di Reggio.

Il Bei ha gestito quello che sarebbe poi diventato un locale storico di Reggio per più di vent’anni. Aveva sede in via Tassoni 39, poco distante dalla chiesa di San Pellegrino, dove oggi esiste ancora la birreria, il cui nome è stato trasformato in “Arturo”. Dall’accoglienza alla cucina, fino al servizio al tavolo, quella del Bei era una presenza a tutto campo: con tutti i clienti si fermava per fare due chiacchiere, condividere idee ed esperienze, non trascurando consigli su cosa poter mangiare o bere. Lui, che con i suoi baffi e il pizzetto sembrava avere un aspetto burbero, in realtà era un bonaccione e, quando si instaurava un rapporto di fiducia con i clienti, sapeva essere di una simpatia unica, per non dire contagiosa. Agli inizi degli anni Duemila, Sabattini decise di cedere l’attività e di aprire un nuovo locale, rivolto a una clientela decisamente diversa, nelle campagne di Ghiardo di Bibbiano.

Lì aveva creato un ristorante vero e proprio, dove sperimentare nuovi piatti in cucina: un locale intimo, riservato in particolare alle coppie ma non solo. Per due anni, prima di trasferirsi in centro storico a Reggio, al Dimmelotu (cocktail & wine bar) di piazza Fontanesi, Roberto Sabattini ha anche gestito il ristorante del Circolo tennis Albinea, dove era già conosciuto anche per il suo passato di tennista e calciatore, che lo aveva portato a giocare su quasi tutti i campi della nostra provincia. Ha vinto anche tanti tornei di tennis, Sabattini, soprattutto in doppio (pochi in singolo), in giro per la provincia, mentre nel calcio – lui che aveva iniziato nelle giovanili della Reggiana – era arrivato a giocare fino alla Prima categoria, concludendo la sua “carriera”negli amatori, con le squadre del bar del quartiere in cui era cresciuto (nella zona di via Balletti, tra viale Umberto I e la zona dell’ospedale) e quella della birreria Artù. Al Bei si deve anche l’esplosione del fenomeno del padel a Reggio Emilia. Quando nel 2010 si è trasferito a Lanzarote, infatti, ha capito che il forte vento dell’isola impediva di giocare a tennis e si è avvicinato al padel. E i primi campi reggiani, al Reggio Beach Games (il Paladelta di via dei Pratonieri), lòi fece proprio arrivare lui dall’isola spagnola, nel 2017. Il Bei lascia il figlio Michele e l’ex moglie Isa che, insieme all’amico Franco Contini, sono rimasti fino all’ultimo al suo capezzale, e tanti, tantissimi amici. Chi vuole rendere omaggio al feretro di Sabattini può farlo fino alle ore 15 di oggi, alla Casa funeraria Croce Verde di Baragalla, in via della Croce Verde. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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