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La denuncia

Furti, danneggiamenti e profanazioni nelle chiese reggiane: l’allarme della Diocesi

Furti, danneggiamenti e profanazioni nelle chiese reggiane: l’allarme della Diocesi

Reggio Emilia: nel mirino la chiesa di via Bismantova, quella di Garfagnolo e Rosano. «Costretti alla restrizioni degli orari»

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Reggio Emilia Furti, danneggiamenti, atti vandalici e tentativi di profanazione nelle chiese del territorio reggiano. Una serie di episodi che coinvolge città, montagna e Bassa e che sta portando anche a una restrizione degli orari di apertura degli edifici religiosi. A richiamare l'attenzione sul fenomeno è una nota della Diocesi che esprime «amarezza» per gli accessi alle chiese con finalità «ben lontane dal culto», compiuti per «oltraggiare, profanare e rubare oggetti del patrimonio storico-artistico».

In provincia
Gli ultimi episodi hanno interessato in particolare diverse chiese della montagna, tra Garfagnolo di Castelnovo ne' Monti e Rosano di Vetto. All'inizio di agosto anche l'Oratorio della Santissima Annunziata di Rubiera è stato interessato da un furto, durante il quale sono stati danneggiati alcuni manufatti destinati al culto.

La nota ricostruisce però un quadro che non riguarda soltanto le ultime settimane. Nella Bassa vengono ricordati gli episodi avvenuti nella chiesa di Campagnola lo scorso anno, mentre risale al 2021 la profanazione della chiesa di Cà de Caroli: in quell'occasione era stato violato il tabernacolo e le ostie erano state disperse a terra.

A Reggio Emilia
Anche il centro storico di Reggio Emilia è stato interessato da episodi analoghi. Nel 2025 la chiesa di San Giacomo era stata teatro di atti vandalici. L'ultimo allarme arriva invece dalla città. Nei giorni scorsi qualcuno avrebbe tentato di forzare il tabernacolo della chiesa parrocchiale dell'Immacolata, nel quartiere Bismantova. Il tentativo, fortunatamente, non è andato a buon fine.

Una situazione che preoccupa anche perché diversi edifici religiosi sono già stati dotati di sistemi di allarme e videosorveglianza. Il ripetersi degli episodi, viene sottolineato nella nota, sta inevitabilmente determinando una maggiore cautela nella possibilità di lasciare le chiese liberamente accessibili. «Gli episodi succitati portano – e ciò spiace – alla restrizione degli orari di accesso alle Chiese e comunque destano allarme, segnando in profondità il sentimento religioso. Anche la società civile è ferita», si legge.

I diversi fatti vengono segnalati all'Autorità giudiziaria attraverso apposite denunce. L'intento, viene precisato, non è quello di esprimere una condanna generalizzata del presente, ma di portare all'attenzione della comunità quanto sta accadendo e invitare tutti a una maggiore attenzione. Da qui l'appello conclusivo alla vigilanza affinché gli edifici religiosi possano continuare a essere luoghi aperti e dedicati alla preghiera: «Siamo tutti invitati alla vigilanza affinché le nostre Case di preghiera siano conservate quali luoghi che testimoniano la preghiera, personale e corale, quale arma disarmata di speranza e di carità», scrive  il vicario generale

Monsignor Giovanni Rossi.

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