Alex Bonucchi morì folgorato in hotel in Algeria, nuova richiesta di archiviazione. Ma la famiglia non si ferma
Il 25enne di Nonantola lavorava alla Sacmi di Salvaterra: la tragedia nella piscina
Casalgrande Qualcosa si muove, anche nelle giornate a ridosso di Ferragosto, nel caso di Alex Bonucchi, il 25enne di Nonantola molto conosciuto anche nel Reggiano, dove aveva allenato nel Rolo Calcio e lavorava alla Sacmi di Salvaterra. Alex morì folgorato il 4 gennaio 2021 a Boumerdés, in Algeria, dove si trovava come tecnico dell’azienda casalgrandese. Da allora la famiglia ha intrapreso una lunga battaglia legale per ottenere verità e giustizia sulla sua morte.
Ora ci sono novità sul fronte del procedimento penale per omicidio colposo aperto in Italia e inizialmente archiviato. Al centro della vicenda ci sono infatti importanti vizi nelle notificazioni: nonostante la richiesta di archiviazione fosse stata presentata nel 2021, la famiglia ne era venuta a conoscenza soltanto nel 2025. Nei mesi scorsi l’avvocata Carlotta Toschi, che assiste i familiari di Alex, aveva quindi chiesto al Tribunale di Roma la riapertura del caso, in modo da consentire alla famiglia di esercitare i propri diritti nel procedimento. Ed è quanto sta avvenendo in questi giorni. A differenza di quanto accaduto anni fa, la Procura ha infatti notificato ai familiari la nuova richiesta di archiviazione. La famiglia può così presentare opposizione e fare valere la propria posizione davanti al giudice. «Siamo pronti a fare opposizione alla richiesta di archiviazione – spiega l’avvocata Toschi –. Abbiamo venti giorni per esercitare la difesa. Dovremo depositare l’atto al gip di Roma, dal momento che la competenza rimane presso il Tribunale di Roma. Il giudice fisserà poi un’udienza nella quale finalmente torneremo davanti al tribunale per esporre le nostre osservazioni». La legale annuncia inoltre l’intenzione di esaminare le ragioni alla base della nuova richiesta della Procura. «Faremo un accesso per conoscere i motivi per cui è stata presentata la richiesta di archiviazione. La volta scorsa il problema era l’assenza del reo nel territorio dello Stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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