«Perché l’incendio di Vedriano ci mostra la spirale innescata dal cambiamento climatico»
Sono tornate in atmosfera 40.000 tonnellate di CO2 "biogenica" nei fumi provenienti da un centinaio di ettari, 500 tonnellate dai canadair usati per spegnerlo
Gli incendi di boschi e foreste sono notoriamente una impronta del cambiamento climatico, cambiamento che questa estate si manifesta in modo particolarmente pesante, purtroppo con poche possibilità di non ripetersi nei prossimi anni. Anche il nostro territorio (Vedriano) ne viene colpito, pur se in misura non comparabile con quanto accade in Italia e in Europa. Conviene rendersi conto della spirale entro la quale dobbiamo prendere provvedimenti e decisioni straordinarie.
Gli incendi restituiscono in pochi giorni all'atmosfera il carbonio che era stato immagazzinato nelle piante giovani, mature, morte. Il ciclo di immagazzinamento (centinaia di anni) è più breve di quello del carbonio immagazzinato in carbone, petrolio, gas fossile. Ma l'impatto sul cambiamento climatico nel suo complesso non deve essere considerato nullo. Da una stima grossolana ma indicativa, posso scrivere che sono tornate in atmosfera 40.000 tonnellate di CO2 "biogenica" nei fumi provenienti da un centinaio di ettari.
Per contrastare questi disastri si utilizza ogni mezzo a disposizione; gli aerei Canadair sono tra i più efficaci e invocati. Questi aerei consumano carburante di tipo fossile. I 4 mezzi utilizzati in 4 giorni, hanno immesso in atmosfera circa 500 tonnellate di CO2, questa volta di origine fossile, con un impatto sull'aggravamento del carico atmosferico. E' di moda confrontare ogni emissione aggiuntiva in termini di numero di automobili virtuali da aggiungere a quelle già esistenti (e avrà anche lei contezza proprio del carosello continuo di persone in fuga da città e pianura infuocate in cerca di un rifugio collinare o montano che ... spesso ormai delude). Ebbene, per figurare le emissioni dei Canadair, a queste auto reali vanno aggiunte circa 40.000 vetture virtualmente circolanti in questi 4 giorni.
Ovviamente la cosa è insostenibile, stiamo da una parte spegnendo a fatica un incendio con l'acqua, ma buttiamo benzina nel sistema dall'altra. Anzi, quando abbiamo preziosi ettari di bosco vivo proprio in città, come bosco Ospizio, progettiamo di sostituirlo con giardini, parcheggi, edifici (ogni volta proposti come circolari, sostenibili, proiettati in un futuro resiliente....). Ma ogni ettaro, ogni tonnellata evitata conta adesso, per scegliere fra un futuro difficile e uno doloroso, ancora più doloroso di questa estate.
*ricercatore all’Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, ISAC-CNR
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