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Bosco Ospizio, il sindaco Massari: «Incontrerò l'Assemblea»

Bosco Ospizio, il sindaco Massari: «Incontrerò l'Assemblea»

Reggio Emilia: il primo cittadino chiarisce però anche le ragioni del progetto: «Proseguono i dialoghi con Conad per individuare migliorie»

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Reggio Emilia Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari interviene sul caso Bosco Ospizio, dove nascerà un punto vendita Conad. «Da sindaco di Reggio Emilia considero le preoccupazioni espresse in queste settimane sul futuro dell’area di Ospizio una questione seria, che merita ascolto, rispetto e risposte altrettanto serie-si legge in una lunga nota, di cui qua riportiamo una parte-. La tutela del territorio, del verde e della qualità ambientale della nostra città è una responsabilità che sento, tanto più in una fase nella quale gli effetti del cambiamento climatico ci impongono di ripensare il modo in cui costruiamo, rigeneriamo e rendiamo più resilienti le nostre città. Per questo comprendo le ragioni ideali che animano il movimento di cittadini nato in difesa dell’area».

Prosegue Massari: « Proprio perché questa discussione merita rispetto, credo sia necessario ricostruire con chiarezza la storia e il significato del progetto. La vicenda di Ospizio non nasce oggi e non può essere raccontata come la semplice contrapposizione tra tutela di un bosco e realizzazione di nuovi edifici. La chiusura della residenza per anziani, del polo dei servizi pubblici e della biblioteca di quartiere hanno progressivamente impoverito Ospizio di funzioni, servizi e luoghi di comunità. È dentro questa storia che va letto il progetto attuale».


 

Il primo cittadino reggiano prosegue: «Vale la pena ricordare anche un altro elemento: nelle previsioni urbanistiche precedenti, su quell’area erano ipotizzati interventi residenziali molto consistenti. Nel percorso successivo l’Amministrazione ha lavorato affinché quella prospettiva venisse profondamente modificata, ottenendo la rinuncia alla componente residenziale e orientando l’intervento verso una presenza assai più rilevante di funzioni pubbliche e collettive. Il progetto prevede infatti una nuova Casa della Comunità con servizi sociosanitari, il ritorno della biblioteca di quartiere e il Polo dei servizi territoriali comunali, con edifici destinati a essere ceduti gratuitamente al Comune. A questi si aggiungono opere pubbliche, nuovi spazi verdi, un parco pubblico di 23 mila mq e piantumazioni compensative di oltre 1500 alberi. Non sono elementi accessori. Sono pezzi di città. Sono servizi che incidono sulla vita quotidiana delle persone e che quel quartiere attende da molti anni. Una parte significativa di queste scelte è il risultato di un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, associazioni, istituzioni e Ausl».

Per Massari, «occorre inoltre ricordare la condizione concreta dell’area. Per decenni quel comparto è stato percepito dagli stessi residenti come un luogo degradato, segnato dalla presenza di manufatti da bonificare, che interessano una parte rilevante della superficie, non fruibile dalla comunità. A questo si aggiunge un dato che chi amministra non può semplicemente rimuovere. Esistono atti, procedure e diritti legittimamente formati, sui quali sono intervenute anche pronunce del Tar e del Consiglio di Stato. Un sindaco non può cancellarli con un tratto di penna».

 

«In questi mesi abbiamo lavorato e continueremo a lavorare perché il progetto possa offrire le migliori garanzie possibili sul piano ambientale-prosegue-. riduzione dell’impronta delle parti costruite, qualità degli spazi pubblici, nuove piantumazioni, compensazioni ambientali e attenzione agli effetti climatici dell’intervento. Ma cosi come esiste un tempo dell’ascolto,  deve esistere anche un tempo della responsabilità. Continuare indefinitamente a riaprire decisioni e procedure già lungamente discusse non produrrebbe necessariamente una soluzione migliore; rischierebbe invece di indebolire la credibilità dell’istituzione e di lasciare ancora una volta il quartiere sospeso».

Poi, l’annuncio: Per questo incontrerò volentieri una delegazione dell’Assemblea di Bosco Ospizio. Allo stesso modo continuerà il dialogo con Conad per ricercare ulteriori miglioramenti del progetto e manterrò attivo il confronto con la Giunta, la maggioranza, le istituzioni coinvolte e i soggetti interessati per verificare, dentro il quadro delle decisioni e degli obblighi già assunti, ogni ulteriore elemento capace di implementare la qualità ambientale dell’intervento. Ascoltare non significa rinunciare a decidere. E decidere non significa smettere di ascoltare».

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