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Il caso

«C’è un’indagine, consegni l’oro». Gioielliere del centro truffato dal finto carabiniere. Colpo da oltre 60mila euro

Jacopo Della Porta

	(Foto d'archivio)
(Foto d'archivio)

Reggio Emilia: prima la telefonata, poi un uomo si presenta a prendere il bottino. Ma quando ha capito il raggiro era troppo tardi

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Reggio Emilia «Siamo i carabinieri. È stato denunciato per vendita di oro falso...». È iniziata con questa telefonata, ricevuta nei giorni precedenti Ferragosto da un gioielliere del centro storico di Reggio, una truffa che si è conclusa con la consegna di oggetti in oro per un valore superiore ai 60mila euro.
 



L’episodio è stato denunciato alla questura, che sta conducendo le indagini. Al telefono il truffatore ha comunicato al commerciante che un militare si sarebbe recato nella sua attività per sequestrare i suoi gioielli, che avrebbero dovuto essere sottoposti a una valutazione. Poco dopo il falso carabiniere si è presentato in negozio e il titolare, convinto di avere a che fare con un appartenente alle forze dell’ordine, gli ha consegnato l’oro all’interno di una borsa. Il valore esatto del bottino deve ancora essere quantificato, ma dalle prime stime supera i 60mila euro. Non pago, il truffatore ha quindi detto al gioielliere che avrebbe dovuto consegnare anche l’oro custodito nella cassaforte della propria abitazione. A quel punto, però, un familiare si è reso conto di quanto stava accadendo ed è riuscito a impedire che il raggiro proseguisse. Il commerciante ha così capito di essere caduto in una trappola e si è rivolto alla polizia. Ma a quel punto lo sconosciuto e l’oro erano già spariti.

L’episodio rappresenta uno dei numerosi casi di truffa o tentata truffa che vengono segnalati alle forze dell’ordine. Da tempo, in particolare, viene utilizzato il raggiro del falso carabiniere: i malviventi fanno leva sul timore e sulla preoccupazione delle vittime, convincendole di avere realmente a che fare con le forze dell’ordine e, in alcuni casi, di essere coinvolte in un’indagine. I truffatori riescono a manipolare anche persone che non sono affatto sprovvedute. A rendere più credibili le telefonate contribuisce anche il cosiddetto «spoofing telefonico», una tecnica che, attraverso programmi informatici, consente di far comparire sul display della vittima un numero diverso da quello dal quale parte realmente la chiamata. Può così apparire, ad esempio, il numero di una banca, delle forze dell’ordine o di un corriere. Per quanto riguarda il colpo ai danni del gioielliere reggiano, la polizia sta ora cercando elementi utili alle indagini attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella via del centro storico dove è avvenuta la consegna dell’oro. In questi giorni la gioielleria presa di mira è chiusa per ferie. Al danno economico, particolarmente ingente, si aggiunge per la vittima la mortificazione per essere stata raggirata.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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