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Bosco Ospizio, esposto alla Procura e appello a Massari: «Sospenda i lavori»

Alice Tintorri
Bosco Ospizio, esposto alla Procura e appello a Massari: «Sospenda i lavori»

Si aggiunge un nuovo capitolo giudiziario, mentre il presidio, in difesa del “polmone verde” della città, come lo definiscono gli attivisti, prosegue

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Un esposto in Procura e la richiesta di sospendere i lavori, in attesa di accertamenti. Inizia così un nuovo capitolo giudiziario per la vicenda del Bosco Ospizio, mentre il presidio, in difesa del «polmone verde» della città, come lo definiscono gli attivisti, prosegue. Oggi, sarà il sedicesimo giorno di occupazione. Intanto, a proseguire, di pari passo con la tendata allestita da oltre due settimane nel parco Campo di Marte 2, sono anche le polemiche, gli interventi e le richieste d’attenzione per una vicenda che, sempre più, assume rilevanza nazionale. A biglie – e ruspe – ferme, il botta e risposta di politici, legali, ambientalisti, accademici e cittadini va avanti. Ecco, allora che lunedì, in difesa dell’area in cui dovrebbe prendere forma il progetto di Conad, l’avvocata Paola Soragni e Alessandro Fontanesi hanno depositato un esposto alla Procura di Reggio per richiedere immediati accertamenti e il coinvolgimento della Forestale. L’obiettivo, spiegano attraverso una nota, è quello di «valutare la regolarità e l’attualità dell’omessa Vart, alla luce dell’impatto sul traffico aggiornata ad oggi sotto il profilo della tutela della salute pubblica e dell’aria; la validità degli accertamenti ambientali anche alla luce degli anni trascorsi da quelli effettuati. Tutto ciò – proseguono –, al fine di escludere che in assenza di una nuova valutazione ambientale si possa incorrere in reato contro l’ambiente. Si chiede altresì che possano essere disposti provvedimenti cautelari». Soragni e Fontanesi si rivolgono infine al sindaco Massari per richiedere che «in via di autotutela, disponga la sospensione dei lavori in attesa della risposta della Procura e degli eventuali accertamenti che si auspica saranno disposti». I manifestanti, nel frattempo, non mollano la presa. Anzi. Rispondono con forza a quanti mettono in dubbio il loro coinvolgimento diretto con la storia di Ospizio. Alla residente che negli scorsi giorni aveva scritto «tra i manifestanti non si riconosce nessuno del quartiere», è uno stesso manifestante a rispondere, sostenendo l’esatto opposto: «Il sottoscritto in questa frazione di via Emilia Ospizio ci lavora da 22 anni. Io insieme a tanti altri lì ci vivo!». Il Bosco Ospizio resta anche al centro del dibattito interno a Sala del Tricolore. A battibeccare, con un botta e risposta che si aggiorna quasi giornalmente da sabato scorso, sono Dario De Lucia, consigliere di Coalizione Civica, e l’assessore a rigenerazione urbana Carlo Pasini. Ieri, la parola era la sua: «Per il Polo Territoriale e per la biblioteca, il Comune non pagherà alcun affitto» aveva dichiarato Pasini. Oggi, De Lucia torna all’attacco: «Il nervosismo dell’assessore è palpabile, ma Pasini ha finito per confermare il dato principale che avevamo riportato leggendo l’articolo 11 del rogito tra Comune e Conad. Per gli ulteriori 300 metri quadrati, il documento prevede un canone annuo di 150 euro al metro quadrato: complessivamente 45mila euro all’anno, con rivalutazione Istat. Il 70% dei canoni versati potrà essere considerato come anticipo qualora il Comune decida successivamente di acquistare gli spazi al prezzo stabilito di 2.500 euro al metro quadrato». Insomma, 1.100 metri quadrati saranno ceduti gratuitamente al Comune nell’ambito dell’accordo e degli oneri previsti, mentre per gli ulteriori 300 metri quadrati è prevista una locazione onerosa. «Pasini sostiene che il Comune possa rinunciare a questi spazi – prosegue De Lucia –. Allora risponda chiaramente: l’amministrazione intende utilizzare i 300 metri quadrati oppure no? Se intende utilizzarli, per quanti anni pagherà il canone e quale sarà il costo complessivo per le casse comunali? Se invece vuole rinunciarvi, quali servizi previsti non saranno realizzati? Non sarebbe stato meglio raccontare fin dall’inizio tutti gli aspetti dell’accordo con Conad? Si sarebbe evitata questa ennesima brutta figura». 

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