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Tree climbing sul cedro secolare dei Giardini pubblici: potatura ad alta quota

Elisa Pederzoli
Tree climbing sul cedro secolare dei Giardini pubblici: potatura ad alta quota

Reggio Emilia: sull’albero monumento e simbolo del Parco del Popolo in azione potatori specializzati

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Reggio Emilia I suoi rami raccontano una storia lunga 150 anni. I suoi 18 metri di altezza e 27 di chioma sono le misure di una maestosità divenuta simbolo dei Giardini pubblici di Reggio. Ieri, per il più grande e riconoscibile cedro del Libano del Parco del Popolo – quello, per intenderci, vicino alla statua dell’elefantino, dietro alla scuola d’infanzia Diana – è stata giornata di manutenzione. Un’operazione delicata e complessa, che ha richiesto l’invio sul posto di una squadra specializzata, in azione con il cestello, ma anche con tecniche di tree climbing.

«Questo è un albero tutelato dalla Regione e un albero Ami, cioè un albero monumentale d’Italia tutelato dal Ministero: un albero importante che fa parte della prima costruzione dei Giardini – spiega Andrea Fontani della Crisoperla di Reggio Emilia, in azione con la sua squadra su mandato del Comune di Reggio Emilia –. Facciamo un intervento principalmente di rimozione delle porzioni secche e alcuni interventi localizzati sulle parti verdi. Inoltre, andremo a sostituire il cavo di consolidamento con uno nuovo, con una struttura e un posizionamento leggermente differenti». Mentre gli operatori sulla piattaforma lavorano sulle parti esterne, per le parti interne più delicate si lavora con metodi di arrampicata. «Si utilizzano funi per la movimentazione in pianta, arrivando fino ad almeno dieci metri di altezza. È una tecnica che consente di arrivare in quelle parti più complesse e di intervenire dove la piattaforma non arriva e dove potrebbe creare problemi», spiega. Chi è autorizzato a lavorare su alberi con questa storia e di valore inestimabile deve essere dotato di certificazioni e competenze specifiche, come appunto la squadra all’opera ieri. «L’attenzione è massima – sottolinea Fontani –. Sono giganti e sono giganti anziani, quindi vanno trattati con grande cura».

Una cura e un’attenzione che sono richieste anche a chi semplicemente frequenta il parco e si avvicina a un albero come questo, che è un vero e proprio monumento. «Sì – evidenzia Fontani – bisogna porre tanta attenzione. Andremo a sostituire proprio quel cavo che serve a limitare il movimento di quella branchia che altrimenti, con movimenti troppo ampi, potrebbe arrivare a danneggiarsi. Sarebbe bene rimanere a breve distanza, goderne visivamente, ma evitare di salirci e soprattutto di appesantire quelle porzioni come questa, che rischiano di spezzarsi». Tutto il materiale tolto non viene portato via, ma riutilizzato. «Viene cippato. Il legno, principalmente quello secco, verrà distribuito al di sotto della chioma del cedro. Quello è nutrimento per l’albero. È sostanza organica, è la sua stessa sostanza che viene riutilizzata». «È un primo passo per migliorare le condizioni alla base dell’albero – spiega –. Area che è estremamente frequentata: il terreno intorno è costipato. La distribuzione migliorerà insieme ad altri interventi futuri la condizioni del terreno e quindi anche dell’apparato radicale». Da qui, di nuovo, la raccomandazione a mantenere dal cedro una giusta distanza, ma anche dal terreno coperto dal cippato. «Così limiteremo il costipamento del terreno», sottolinea. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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