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In Italia sei femminicidi in pochi giorni, la voce di Nondasola: «Oltre 8mila accolte a Reggio. La prevenzione parta dalle scuole»

Associazione Nondasola
In Italia sei femminicidi in pochi giorni, la voce di Nondasola: «Oltre 8mila accolte a Reggio. La prevenzione parta dalle scuole»

La presa di posizione dell’associazione reggiana dopo le sei donne uccise: «La violenza non compare mai all’improvviso». Nel mirino anche la legge Valditara

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Quante sono le donne che incrociamo quotidianamente che si possono dire libere in ogni situazione? Quante siamo a lottare perché la notizia di sei donne uccise nel giro di qualche giorno possa smuovere qualcosa? Siamo le voci di operatrici che ogni giorno accompagnano le donne che si rivolgono al centro antiviolenza del nostro territorio, siamo le voci delle donne accolte, costrette a proteggersi dall’uomo che dice di amarle, che devono ridurre il loro mondo e guardarsi costantemente alle spalle. Siamo tutte le donne contro le quali il patriarcato agisce una qualche forma di violenza. Abbiamo accolto oltre ottomila donne dalla nostra apertura e da lì promuoviamo anche un’azione preventiva, intesa come azione politica continua, programmatica e strutturale. Una larga parte dei casi di femminicidio ha origine da un’omissione, qualcuno ha sottovalutato un rischio, qualcuno ha minimizzato nonostante le tante denunce presentate. Proviamo ad allargare la visuale. Se un uomo viene aggredito da qualcuno che gli stringe le mani al collo si configura un reato di tentato omicidio, se succede a una donna in una condizione di maltrattamenti ad opera del partner spesso viene scandalosamente sottovalutato. Ci sono piattaforme che incitano all’odio contro le donne, una sorta di attivismo maschile che istiga alla violenza. È la cultura dello stupro che ha sedimentato secoli di oppressione maschile e che si traveste usando parole quali amore e passione per dire del possesso e del controllo dei corpi femminili. Dire che dietro a un femminicidio c’è amore è come dire che la guerra prepara la pace. Non è realistico individuare come unica causa le maglie troppo larghe di un sistema giudiziario che lascia le donne sole a fronteggiare uomini violenti. La violenza maschile sulle donne è il prodotto di elementi soggettivi, culturali e sociali che si intrecciano. Per questo Nondasola, oltre a promuovere confronti sul territorio con uomini, istituzioni e altri movimenti, entra nelle scuole dal 1999, dando spazio al protagonismo di studentesse e studenti con l’obiettivo di coinvolgerli per interrogarsi e riflettere, a partire dalla singolarità delle esperienze, sulle radici patriarcali del mondo che abitiamo. Da questo osservatorio ci chiediamo, allora, come sia stata possibile, a giugno scorso, l’approvazione della legge n.104 “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” (conosciuta come legge Valditara), la quale, di fatto, rende più difficile la prevenzione della violenza maschile a scuola. Riteniamo, infatti, che l’obbligo del consenso informato e preventivo delle famiglie a progetti di educazione sessuo-affettiva rischi di amplificare le disuguaglianze educative già esistenti, mentre ragazzi e ragazze (quest’anno ne abbiamo incontrati 2.600 negli istituti superiori di secondo grado e 1.000 in quelli di primo grado) ci fanno capire che sono alla ricerca di alleanze con adulti affidabili, coerenti, a cui sta a cuore la loro crescita umana e relazionale. Ora facciamo silenzio e restiamo in ascolto di altre voci che, come noi, sentono forte la responsabilità e il desiderio di cambiamento. Perché la violenza non compare mai all’improvviso.

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