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L’analisi

Estate senza concerti. Federalberghi: «Un disastro. Forse non c’è la volontà politica di invertire la rotta». E cita Moby: a Modena per un evento, ha dormito all’Astoria

Ambra Prati
Estate senza concerti. Federalberghi: «Un disastro. Forse non c’è la volontà politica di invertire la rotta». E cita Moby: a Modena per un evento, ha dormito all’Astoria

La presidente Francesca Lombardini: «A luglio presenze sotto la soglia di sopravvivenza. Reggio Emilia non ha più nulla: niente fiere, mostre di richiamo o promozione turistica»

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Reggio Emilia «Com’è andata l’estate 2026 senza i concertoni dell’Rcf Arena? Un mortorio, com’era prevedibile. Non ho ancora i dati, ma per quanto mi riguarda la media delle permanenze in luglio e agosto si aggira sul 30%, una stima ottimistica e spannometrica sulla base degli anni scorsi. Il che vuol dire al di sotto della soglia di sopravvivenza». Francesca Lombardini, presidente provinciale di Federalberghi nonché titolare dell’hotel Mercure Astoria, traccia un provvisorio bilancio dell’estate in una Reggio deserta.

Sui dati la presidente è cauta: «I risultati certi saranno disponibili a fine mese. Inoltre occorre sottolineare che sia l’Astoria sia l’hotel Posta sono rimasti chiusi una settimana per lavori: si approfitta della pausa per sistemare – premette Lombardini –. Ma è ovvio che così non si regge, perché bisogna comunque far fronte alle spese fisse, come le ferie del personale e le utenze».

Cadute nel dimenticatoio le polemiche furibonde scatenate dall’annullamento dei concerti di Travis Scott e Kanye West, che si sarebbero dovuti svolgere al Campovolo il 17 e 18 luglio, sui social network c’è chi ironizza sul panorama desolante del centro storico, frequentato nella zona tra i teatri Ariosto e Valli solo dai piccioni. Ma davvero, a causa dell’assenza di manifestazioni, Reggio ha accusato il contraccolpo di presenze? «Nel complesso non è stato un anno negativo, ma di certo l’estate è stata migliore l’anno scorso – prosegue Lombardini –. Quello che posso dire relativamente a luglio è che è stato un disastro. Ci ha penalizzato tantissimo. Non solo economicamente; in realtà molti alberghi hanno applicato la politica del non reso sulle tariffe non rimborsabili. Soprattutto ci ha rimesso molto l’immagine della città. Faccio presente che, anche se non è stata colpa nostra, noi albergatori siamo stati subissati di rimostranze. Su agosto, invece – sottolinea Lombardini – devo dire che è sempre stato un mese morto, perché si fermano i soggiorni business, che sono per tradizione la base delle presenze».

Del resto, tolto il richiamo dei grandi spettacoli, non si trova un buon motivo per visitare la nostra città. «Perché le persone dovrebbero venire? Non abbiamo più nulla: chiuse le fiere, niente mostre culturali di livello nazionale, promozione turistica inesistente. Qualche turista di passaggio lo abbiamo registrato, ad esempio famiglie che arrivano dalla Germania o dalla Svizzera dirette verso sud e che fanno tappa qui perché è conveniente rispetto a Bologna; ma la percentuale è talmente bassa che non sposta nulla». Secondo Lombardini «il punto è che i concerti, se organizzati in maniera consona, sarebbero davvero una grande risorsa: per noi sarebbero il surplus per la sopravvivenza nei mesi di magra, una boccata d’ossigeno, soprattutto se cadono nel fine settimana. L’Rcf Arena poteva davvero rappresentare un’occasione per la città». Che la situazione delle strutture alberghiere sia «di pura sopravvivenza e non ci sia più redditività», è notorio. Non a caso alcuni hotel saranno convertiti in studentati. «Forse non c’è la volontà politica di invertire la rotta – conclude Lombardini –. Eppure basterebbe organizzare concerti più piccoli, come fanno le città vicine come Parma e Modena. Moby, tornato in Italia dopo quindici anni per il jazz Open Modena 2026, ha dormito all’Astoria».

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