Il Po respira dopo le piogge, ma la siccità non è finita: ecco come sta il Grande fiume
L’Osservatorio sul Po registra un aumento della disponibilità d’acqua e portate in risalita dopo le ultime piogge. Migliora anche la situazione nel Delta, ma il deficit accumulato da fine giugno non è ancora recuperato e la severità idrica resta «alta»
Reggio Emilia Le piogge degli ultimi giorni hanno dato ossigeno al Po, facendo risalire rapidamente le portate, ma non sono sufficienti per considerare superata la lunga fase di siccità. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, riunito il 27 agosto e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Come è la situazione
Il quadro ha evidenziato un generale incremento della disponibilità di risorsa idrica, sia nei corsi d’acqua che nei Grandi Laghi regolati, anche se non è ancora possibile parlare di una definitiva inversione di tendenza, nonostante la stagione irrigua sia verso la conclusione e siano decisamente più contenuti i casi di emergenza idropotabile con rifornimento con autobotti (Cuneo, Novara, Vercelli, Brescia, Pavia, Bergamo, Como: Fonte Utilitalia). La prolungata fase di deficit idrico, che ha interessato il Distretto a partire dalla fine di giugno, continua comunque a riflettersi sugli indicatori di riferimento che mostrano tuttora condizioni di “siccità estrema” per il fiume Po. Il miglioramento osservato negli ultimi giorni rappresenta pertanto un segnale positivo, ma richiede ulteriori conferme nelle prossime settimane per consolidarsi, pertanto la severità idrica a scala distrettuale viene confermata “ALTA”.
Quanta acqua c’è
Analizzando il dettaglio si sottolinea come, nel corso del mese di agosto, il Distretto del fiume Po sia stato interessato da una fase iniziale caratterizzata da una persistente riduzione della disponibilità idrica. Per gran parte delle prime due decadi del mese, infatti, le portate osservate nelle principali sezioni del fiume Po si sono mantenute costantemente inferiori ai corrispondenti valori di portata caratteristica di magra, evidenziando condizioni di significativa sofferenza. A partire dalla terza decade di agosto, le intense precipitazioni che hanno interessato vaste aree del Distretto causando anche ingenti danni alluvionali in alcune vallate (in particolar modo della Lombardia) hanno però determinato un rapido incremento dei deflussi, consentendo così il temporaneo raggiungimento di valori prossimi o superiori alle medie tipiche del periodo nelle principali sezioni monitorate.
L’effetto del caldo
I temporali convettivi o "di calore", che hanno interessato l'intero Distretto per tutta l'estate, e che sempre più spesso stanno assumendo dinamiche evolutive estreme, come più volte ricordato, sono dovuti alle elevate temperature dell'aria. Questo tipo di precipitazioni, sebbene in termini di volumi complessivi possono raggiungere valori consistenti (precipitazioni cumulate anche superiori ai 100 mm), dal punto di vista della "pioggia utile" sono poco significativi in quanto, terreni estremamente asciutti non sono in grado di assorbire le piogge che, invece, ruscellano rapidamente producendo onde di piena sui corsi d'acqua che possono risultare anche localmente critiche. In tal senso, questo tipo di piogge, pur generando un miglioramento complessivo nella disponibilità idrica reintegrando i volumi di acqua nei grandi laghi, non consentono un recupero significativo e duraturo del deficit idrico sin qui accumulato a scala distrettuale.
I laghi
I Grandi Laghi, infatti, evidenziano un incremento dei volumi invasati, anche se la situazione resta differenziata tra i diversi laghi: il Lago Maggiore vede il superamento dello Zero idrometrico di Sesto Calende (percentuale di riempimento pari al 50%); piogge nelle scorse settimane nelle zone dell’Adda anche sino a 380 mm, grazie alle quali il Lago di Como ora riesce a rilasciare oltre 60 metri cubi al secondo (riempimento al 56,5%); in netta risalita anche il Lago d’Idro (20,6%) e gli invasi dell’Alto Chiese; Lago d’Iseo al 45%; 57 cm sopra lo Zero idrometrico è quanto fa registrare invece il Lago di Garda, che sta servendo l’area agricola del Mantovano durante la conclusione della stagione irrigua e che registra una percentuale di riempimento pari al 44,3%.
Le portate erogate si mantengono inferiori ai valori tipici stagionali; questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 25 Agosto: Piacenza 338 metri cubi al secondo; Cremona 483 m3/s; Boretto (RE) 635 m3/s; Borgoforte (MN) 723 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 787 m3/s (confermata stabile anche per i prossimi giorni).
La foce
Un miglioramento significativo interessa anche il tratto terminale del Po: presso la sezione idrometrica di Pontelagoscuro, sul Delta, alla data del 25 agosto, la portata è pari a 787 metri cubi al secondo, valore superiore alla soglia critica di 450 metri cubi al secondo associata al fenomeno dell’ingressione salina che dunque va progressivamente riducendosi. Dal 23 agosto i deflussi infatti si mantengono stabilmente oltre tale soglia, contribuendo a contrastare la risalita dell’acqua salata nei rami del Delta e a ridurre temporaneamente le criticità che avevano caratterizzato le settimane precedenti.
Domanda irrigua in calo
Le recenti precipitazioni e il conseguente abbassamento delle temperature hanno inoltre favorito una riduzione della domanda irrigua con un rapporto tra prelievi effettivi e prelievi concessi attualmente stimato intorno al 40%.
Le previsioni
Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni indicano condizioni inizialmente instabili, con precipitazioni anche intense soprattutto nei settori nord-occidentali del Distretto, con temperature che si manterranno prossime alla media del periodo.
Regione per Regione
In Valle d’Aosta ancora criticità sugli alpeggi e scarsità di risorsa idrica in quota con difficoltà per alcuni acquedotti, dovuta alla sofferenza delle sorgenti. Gli invasi registrano un riempimento del 46% (complessivamente 45 milioni di metri cubi invasati). La fotografia in Piemonte è quella di un lento miglioramento, ma la situazione è ancora critica: permane la dipendenza da fenomeni precipitativi. Il Canale Cavour oggi deriva 45 metri cubi al secondo su 110 metri cubi al secondo di concessione e le portate dei corsi d’acqua sono molto oscillanti. Dora Baltea ancora in difficoltà.
In Liguria gli invasi infatti permangono al 50% di disponibilità complessiva. Scenario modificato in Lombardia, dove le piogge delle scorse settimane, anche violente in alcune aree, hanno fornito ristoro ad alcuni bacini. In Emilia-Romagna si registrano: una buona condizione degli invasi nella parte occidentale, assenza di criticità per il settore idropotabile (rientrate alcune emergenze in montagna che, nelle scorse settimane, avevano visto l’ausilio di autobotti) e una minore richiesta da parte dell’agricoltura.
Grazie alle ultime piogge anche il Veneto respira, soprattutto sul Delta del Po dove il rialzo delle portate sta favorendo un lento e progressivo regresso del fenomeno dell’ingressione salina che, comunque, resta sotto osservazione permanendo ad oltre 10 chilometri dalla costa e causando ancora pesanti criticità ad alcune colture della zona. In Toscana le frazioni appenniniche non registrano particolari criticità. Stabili anche le condizioni nella Provincia autonoma di Trento, dove non si registrano peggioramenti. Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa dunque ad “ALTA”. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 15 settembre. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .
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