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Reggio Emilia, mentre gli hotel piangono gli affitti brevi fanno il pieno: ecco chi arriva i città

Ambra Prati
Reggio Emilia, mentre gli hotel piangono gli affitti brevi fanno il pieno: ecco chi arriva i città

Pietro Riccio di “Re Guest House Gestioni”: «La novità di quest’anno sono stati gli stranieri: arabi venuti a trovare un parente immigrato»

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Reggio Emilia «Abbiamo lavorato benissimo anche senza spettacoli, anzi, ci siamo evitati lo stress. Grazie alle associazioni, ai lavoratori a tempo determinato, ai tecnici della zona tra Sassuolo e Formigine, ai matrimoni. La novità di quest’anno sono stati gli stranieri: arabi venuti a trovare un parente immigrato, anche per valutare se trasferirsi qui in futuro. Prenotano case intere per una sola coppia, restano un mese, pagano bene e lasciano gli appartamenti puliti».

 

Dissente dalla visione di Federalberghi Pietro Riccio, titolare insieme al figlio Salvatore della “Re Guest House Gestioni” di via Manara, agenzia immobiliare specializzata in affitti brevi (da uno a tre mesi). In luglio e agosto l’agenzia non ha chiuso nemmeno un giorno. «Eravamo aperti perfino a Ferragosto. Siamo diventati un punto di riferimento per le associazioni (Nondasola, La Caramella Buona, La Nuova Luce e i Servizi sociali) che necessitano di alloggi temporanei per persone in difficoltà, in qualsiasi momento. Abbiamo pure acquisito sei alloggi in più, oltre ai cinquanta che già gestiamo. È capitato anche il proprietario che telefona dalla barca per affidarci un immobile».

Quando Riccio ha appreso che quest’anno la stagione al Campovolo sarebbe saltata «sinceramente ho tirato un sospiro di sollievo. Si tratta di soggiorni lampo che comportano un grande sforzo organizzativo per noi: gli ospiti rimangono più del dovuto, le donne delle pulizie vanno in tilt e capita di perdere soggiorni da quindici giorni per un week end superaffollato – spiega il titolare –. Peccato per la città, servirebbero almeno sei concerti ogni anno. Invece così si pensa solo a incassare i soldi dei parcheggi senza fidelizzare il pubblico e senza innescare un circuito virtuoso». Se gli hotel piangono, il mercato degli affitti brevi pare sorridere, perlomeno agli operatori più strutturati rispetto ai piccoli host. «Preciso che il nostro target di clientela è molto diverso – afferma Riccio –. Per noi è andata bene lo stesso, nemmeno io mi aspettavo che andasse così bene. È stata la migliore estate della nostra attività, nonostante il cliché di una Reggio morta in luglio e agosto».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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