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Onda verde a una corsia, primo caos: bus di 18 metri resta incastrato nella strettoia

Ambra Prati
Onda verde a una corsia, primo caos: bus di 18 metri resta incastrato nella strettoia

Reggio Emilia: effetto del cantiere di Porta Santa Croce sulla Circonvallazione

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Reggio Emilia Un bus autosnodato da diciotto metri “incastrato” nella strettoia di viale Piave. Questo l’esordio, non proprio felice, della prima giornata con la circonvallazione a una corsia a causa del mega cantiere per il sottopasso di Porta Santa Croce. È accaduto nella prima mattinata di ieri, quando un jumbo – cioè un doppio autobus da diciotto metri con una capienza da 150 posti – della linea 5, diretto verso Rivalta, ha dovuto fermarsi bloccando il traffico: viste le dimensioni del mezzo, l’autista non riusciva a passare nell’imbuto. L’intoppo è stato risolto in brevissimo tempo dagli operai del cantiere, senza la necessità di scomodare le forze dell’ordine: gli operai hanno spostato i jersey di un metro ed è bastato per consentire il passaggio del bus, che ha proseguito il suo tragitto.

«Evidentemente non è stata svolta la prova che si faceva un tempo: prima di aprire i lavori stradali, in passato, si aveva l’accortezza di eseguire un sopralluogo preventivo insieme agli addetti del trasporto pubblico», spiega Federico Leoni, segretario provinciale della Filt-Cgil (la federazione italiana lavoratori trasporti). Anche perché sulla circonvallazione passano quasi tutte le corse del trasporto pubblico. Per il futuro, prosegue Leoni, «il timore degli autisti è quello comune a tutti gli automobilisti reggiani: la congestione del traffico in quel punto. Nessun problema di sicurezza, al momento, perché è stata abolita la fermata. Semmai il rischio, quando apriranno le scuole, è che il traffico vada in tilt e gli studenti non riescano ad arrivare negli istituti in tempo per l’inizio delle lezioni. L’auspicio è che il banco della prova dell’apertura delle scuole sia studiata e preparata con accuratezza».

La prima giornata di Onda Verde a una sola corsia (come l’Onda Rossa) ha registrato code e disagi; soprattutto i conducenti provenienti dai semafori di viale Isonzo e di viale Makallè si sono ritrovati imbottigliati negli incolonnamenti di una strada strategica per spostarsi in città. Disagi tuttavia limitati dal traffico non ancora a pieno regime: nulla, in confronto alle cinque settimane di passione – tanto durerà il restringimento – che attendono i reggiani. La prossima settimana, quando quasi tutti saranno tornati al lavoro, andrà di certo peggio, mentre il vero banco di prova sarà il suono della campanella che da sempre rappresenta l’apice del traffico viabilistico. Con lo spostamento di migliaia di ragazzi e ragazze che dovranno raggiungere gli istituti del centro storico, nella zona dei Teatri, e quelli del polo di via Makallè, è facile prevedere il caos. La misura, secondo fonti ufficiali «straordinaria e temporanea», di dimezzare la circonvallazione tra viale Piave e viale Isonzo all’angolo con via Makallè si è resa necessaria per consentire la fase più complessa del cantiere dal punto di vista tecnico: la realizzazione, da parte di Ireti e Iren Acqua Reggio, di un nuovo collettore fognario in sostituzione delle tubazioni datate, un reticolo che passerà sotto la rete ferroviaria e sarà a servizio del quartiere Santa Croce.

Un’opera che, da sola, costerà 7 milioni di euro (su un totale del progetto di circa 19 milioni), con profondità di scavo notevoli e condotte da posare di due metri e mezzo di diametro. Il lavoro che saranno chiamati a svolgere i grandi macchinari è di gran lunga più complesso dei normali lavori in superficie e, per far sì che questo avvenga senza sventrare mezza città e creando i minori disagi possibile, le operazioni hanno bisogno di spazio. Nell’aggiornamento sul cantiere, il Comune di Reggio Emilia fa sapere che domani «è previsto l’arrivo del macchinario di grandi dimensioni (circa 8 metri di lunghezza e 20 metri di altezza) finalizzato alle operazioni di consolidamento del terreno con tecnologia jet grouting», cioè colonne in cemento armato sottoterra «a una profondità di circa 15 metri che costituiranno le pareti dei quattro pozzetti che collegheranno le tratte del nuovo collettore fognario». Gli automobilisti dovranno dunque armarsi di pazienza. Nel frattempo «fino al 2 ottobre non sarà possibile il transito veicolare tra viale Ramazzini e viale Regina Margherita. L’accesso ai residenti di viale Ramazzini sarà sempre garantito consentendo il transito del passaggio a livello in entrambe le direzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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