Reggio Emilia, in centro storico chiude anche Boom: «Il problema? Non c’è ricambio generazionale»
La titolare Paola Fiorini annuncia la fine dello storico negozio di via Fornaciari. «Fino a che fanno centri commerciali con parcheggi gratis qui chi ci viene più in città?»
Reggio Emilia Ogni volta che sulle vetrine di un negozio del centro storico di Reggio Emilia compaiono dei cartelloni a coprire lo spazio espositivo, il timore è sempre quello di vedere annunciata un’altra chiusura. E così, in questi giorni, da un negozio di via Fornaciari arriva un’altra brutta notizia per l’esagono: chiude il negozio di abbigliamento Boom. «È vero, a ottobre chiudo. Sono cinquant’anni che faccio questo mestiere. È ora di smettere».
Paola Fiorini al telefono commenta così ciò che il cartellone in vetrina annuncia senza pericolo di fraintendimenti: «Liquidazione totale per cessata attività». Sulle ragioni dello stop, un dato fisiologico, ma anche una diagnosi grave per la rete del commercio tradizionale: «Non c’è ricambio generazionale in questo mestiere bellissimo». Così, sta per spegnersi un’altra storica vetrina del centro. Perché Paola Fiorini ha sempre avuto il negozio in via Fornaciari e in questi lunghi anni di attività ha visto il centro e questa stessa strada cambiare inesorabilmente. Il rammarico di chi ama questa via che collega le due piazze più belle del centro - piazza Fontanesi e piazza San Prospero - è grande. Negli ultimi anni, via Fornaciari ha perso negozi che sono stati rifermento come la Pescheria Fiorini e, nel giugno dell’anno scorso, la bottega di antiquariato di Silvia Severi Atelier du Bois, che ha abbassato la saracinesca dopo 29 anni. Due dei tanti nomi che sopravvivono nella memoria di chi il centro lo ha amato e vissuto. Come non citare la Torinese, la caffetteria cessata in questa stessa strada nell’ormai lontano 2015?
Come ha visto cambiare il centro storico un commerciante come Paola Fiorini che da queste vetrine è stata testimone di così tante stagioni? Proviamo a chiederglielo. «Non me lo chieda - ride - Sono cambiate come tutte le cose del mondo, che hanno un inizio e una fine. Il commercio è così, si sa. Fino a che il sindaco e gli altri che ci sono in Comune fanno fare centri commerciali fuori, con aria condizionata e parcheggi gratis qui ci viene?». Davvero il modello importato dagli Stati Uniti è riuscito a fare tanto male alle nostre città? Qui, di sicuro, invertire la rotta sembra un’impresa: e ancora nessuno pare aver capito da dove cominciare. E se le nuove imprese fanno fatica a ingranare, tanto da arrendersi poco dopo aver intrapreso la propria avventura, bisogna fare i conti anche con le attività storiche: realtà che possono contare su una clientela affezionata e un’identità forte, ma che non trovano qualcuno disposto, o nelle condizioni, di raccogliere il testimone e portare avanti ciò che è stato costruito con passione. Così, dinnanzi alla svendita totale fino al 31 ottobre di Boom gli sguardi di chi è affezionato al punto vendita di Paola Fiorini si rattrista nel perdere questo altro prezioso pezzo.
«È un mestiere bellissimo – ci confida la titolare –. La cosa più bella? Tutto: lo stare a contatto con le persone, poter scegliere i capi da mettere in vendita, consigliare, creare relazioni con le persone». Una dedizione autentica che, in tutti questi anni, è stata segno distintivo del negozio di abbigliamento che ha saputo sempre, grazie alla competenza di Paola, offrire capi ricercati, sempre puntuali sulle ultime e più apprezzate tendenze, a prezzi competitivi.l © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
