Gazzetta di Reggio

Reggio

In città

In centro storico chiude anche Liu Jo: giù le serrande dal 19 settembre

Alberto Ferrari
In centro storico chiude anche Liu Jo: giù le serrande dal 19 settembre

Reggio Emilia: un’altra vetrina che si spegne in via Emilia Santo Stefano

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Dopo Toschi, Joelia, Foot Locker e Wind, in via Emilia Santo Stefano chiude anche Liu Jo. Dopo diverse segnalazioni da parte dei commercianti della via, la conferma è arrivata dallo stesso negozio: «Ce ne andremo da Reggio il 19 settembre. Non abbiamo messo cartelli davanti al negozio, ma stiamo inviando messaggi ai e alle nostre clienti. Il gioco non vale la candela», hanno dichiarato.

Un’altra serranda si abbassa, un altro pezzo di storia se ne va. E chissà se sarà rimpiazzato e se qualcuno prenderà il posto del celebre marchio carpigiano di abbigliamento. Quella di Liu Jo è l’ennesima chiusura nel centro storico reggiano, la cui desertificazione avanza senza sosta.

Nel giro di un paio d’anni, il centro storico ha perso una lunga serie di insegne che hanno rappresentato punti di riferimento dello shopping cittadino. Come Foot Locker, trasferitosi ai Petali, e la storica Pescheria Fiorini, mentre hanno cessato l'attività la Calzoleria Parmense, la Cartoleria Rossi di via Farini, il negozio di cosmetici Wycon, Must, Toschi Arredamenti e il punto vendita di P.s. Personal Shopper, che ha scelto di trasferirsi fuori dal centro. Già alla fine del 2024 avevano chiuso anche People e il negozio per bambini Rebel, mentre nei giorni scorsi è arrivato l'annuncio della cessazione di Boom in via Fornaciari, storico esercizio presente da decenni.

 

L’elenco si allunga di anno in anno e racconta una trasformazione profonda. Non si tratta più di singole chiusure fisiologiche, ma di un progressivo ridimensionamento del commercio tradizionale. Molti marchi preferiscono trasferirsi nei centri commerciali, dove parcheggi, flussi di clientela e costi di gestione risultano più competitivi, mentre i piccoli esercenti faticano a trovare un ricambio generazionale e a sostenere affitti sempre più elevati. Il risultato è un centro storico con un numero crescente di vetrine vuote, meno attrattivo per cittadini e visitatori e intrappolato in un circolo vizioso: meno negozi significano meno persone, e la carenza di afflusso rende ancora più difficile investire nel cuore della città.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google