Bosco di Ospizio, archiviata la denuncia di Conad contro Ugo Pellini e gli altri manifestanti per la protesta dell’anno scorso
Reggio Emilia: sotto accusa il presidio che venne fatto a febbraio 2025. Il difensore: «Significativo che sia stato lo stesso pm a chiedere l’archiviazione»
Reggio Emilia È stata archiviata perché «il fatto non sussiste» la denuncia presentata da Conad Centro Nord nei confronti del botanico Ugo Pellini e di altri otto manifestanti che il 25 febbraio 2025 avevano partecipato alla protesta contro l’abbattimento degli alberi nell’area di Ospizio destinata al nuovo supermercato. Erano indagati, in concorso, per invasione di terreni, danneggiamento e violenza privata. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, nonostante l’opposizione di Conad: dagli accertamenti non sono emerse condotte riconducibili ai reati ipotizzati. Intanto Conad ha sporto denuncia verso ignoti anche per il presidio degli attivisti di questa estate.
A darne notizia è l’avvocata Raffaella Pellini, per conto del professore. «Il provvedimento – dichiara il difensore – restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri 8 indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del Gip, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale. È significativo che sia stato lo stesso Pubblico Ministero a chiedere l’archiviazione e che il Gip abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista. Il mio assistito ritiene doveroso dare questa comunicazione anche ai mezzi di informazione che avevano riportato la notizia di una indagine in corso che coinvolgeva il professor Pellini in prima persona, dopo anni di insegnamento, di interventi a tutela del verde – pubblico e privato – e di partecipazione alla Consulta Verde, presso il Comune di Reggio Emilia».
Le motivazioni
Secondo quanto riferito dal legale, il pm competente, già nel luglio 2025, aveva infatti chiesto l’archiviazione «perché dalle circostanze riferite dalle persone informate sui fatti era emerso chiaramente che gli indagati sostavano nel luogo in cui stava operando il giardiniere addetto allo sfalcio in modo pacifico e la cessazione dello sfalcio avveniva solo perché il giardiniere riteneva pericoloso operare con una falciatrice con trincia con più persone intorno». Inoltre, sarebbe stato escluso «un danneggiamento, in quanto le persone informate sui fatti hanno escluso questa condotta da parte degli indagati; inoltre la sosta degli indagati nell’area è durata il tempo di tre ore, poiché il prolungarsi del tempo della sosta è stato causato anche dall’arrivo delle forze dell’ordine chiamate e giunte “in loco” per identificare i manifestanti e redigere i verbali per ogni persona identificata; è stato escluso che la condotta realizzasse gli estremi della violenza privata, mancando l’elemento della costrizione, come dalle dichiarazioni delle persone sentite a sommarie informazioni». Il gip, in data 11 giugno 2026, ha accolto la richiesta del pm ed ha pronunciato l’archiviazione del procedimento perchè “il fatto non sussiste”, nonostante l’opposizione di Conad.
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