La denuncia dei commercianti: «Rinchiusi tra i ponteggi e gli stand di Emergency: così il Comune ci dà il colpo finale»
Reggio Emilio: il grido di allarme dei titolari di Sergio Boutique e Roof in piazza Prampolini che fanno i conti col cantiere e ora con gli allestimenti del festival che non ha tenuto conto di loro
Reggio Emilia Sarebbe potuto essere un vantaggio per tutti. Il richiamo della Giarèda e del festival di Emergency, in partenza all’unisono domani, avrebbe potuto favorire la città, il centro storico e i commercianti a cui, da tempo, serve ossigeno. Condizionale d’obbligo, perché i commercianti, ancora una volta, saranno costretti a boccheggiare. Rinchiuse tra una parete di ponteggi e gli stand di Emergency, enormi e completamente chiusi. Così si sono ritrovate ieri mattina Giorgia Tirelli, titolare di Sergio Boutique e Ilaria, del negozio d’abbigliamento Roof, in piazza Prampolini.
Rinchiuse e invisibili agli occhi della gente attesa a Reggio questo weekend, per due manifestazioni ormai storiche che, come è stato ripetutamente affermato dall’amministrazione, «sanno animare il cuore della città». Dell’improvviso traffico per le vie del centro se ne faranno ben poco, però, le commercianti adombrate dai teloni bianchi firmati Emergency che da ieri mattina campeggiano davanti agli ingressi dei loro negozi. A loro restano due metri di vialetto: dal teatro di piazza Prampolini si trovano improvvisamente escluse. «Così il Comune ci dà il colpo di grazia».
Lo sfogo delle titolari dei due store in questione sembra legittimo: «Qui in centro noi puntiamo a sopravvivere. Ogni giorno qualcuno se ne va, è sotto gli occhi di tutti. Chiediamo di essere aiutati, partecipiamo agli incontri per l’hub urbano, fiduciosi che le cose possano cambiare, e l’amministrazione, in tutta risposta, copre i nostri negozi». Anche su Facebook, divampa la polemica: «Ringrazio sentitamente l’amministrazione comunale per la sua lungimiranza e mancanza di rispetto – scrive sui social Giorgia Tirelli –. In un momento così critico per le attività commerciali del centro storico, ha contribuito oscurando le poche rimaste in piazza Prampolini per l’intero weekend, non ritenendo opportuno utilizzare gli innumerevoli spazi vuoti che abbiamo in città». Per le commercianti sarebbe stato meglio spostare i capannoni di Emergency altrove.
Per esempio, al parco del Popolo: «Eventi di questo genere hanno la capacità di richiamare a Reggio Emilia tante persone, anche da fuori: un’occasione per tutti, comprese noi. È davvero necessario posizionare gli stand nella piazza principale, a costo di oscurare totalmente il nostro lavoro? Allestire il festival ai giardini pubblici avrebbe portato diversi vantaggi: più sicurezza alla città, tanta gente in centro e più possibilità per noi. Così, per i due giorni clou del settembre reggiano, noi saremo del tutto escluse». In effetti, camminando nella piazza del Municipio, i loro negozi sembrano essere stati cancellati. Da un lato c’è il ponteggio per il restauro delle facciate di Palazzo Vescovile e Palazzo dei Canonici, dall’altro un triste tendone bianco. Tra le due pareti, circa due metri di marciapiede. Le commercianti si sono rivolte all’amministrazione per denunciare la situazione, senza tuttavia riporre troppa fiducia nella possibilità di un cambiamento, rassegnate e amareggiate davanti alla prospettiva di un weekend affollato per tutti, fatta eccezione per loro. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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