Sofia Palermo è la nuova Miss Reggio: «Mio padre mi ha iscritta a mia insaputa. Che emozione questa fascia»
La 18enne, che vive a Salvaterra, ta per frequentare l’ultimo anno al liceo Formiggini di Sassuolo. Dopo il diploma sogna di lavorare nel mondo della moda come indossatrice
Sofia Palermo, 18 anni, nata a Scandiano e residente a Salvaterra, è la nuova Miss Reggio. Un percorso entusiasmante che l’ha portata fino al terzo posto nella fase regionale di Miss Italia, ad un passo dal sogno nazionale. Prossima ad affrontare l’ultimo anno del Liceo delle Scienze Umane “Formiggini” di Sassuolo, Sofia si racconta tra emozioni, ostacoli superati e progetti per il futuro: tra la soddisfazione di essere eletta Miss Reggio e la consapevolezza «di non essere solo un bel corpo che sfila».
Sofia, com’è iniziata questa avventura?
«Mio padre mi ha iscritta a mia insaputa. Un giorno, all’improvviso, è arrivata la mail di conferma per le selezioni di Miss Italia. Abbiamo iniziato a girare l’Emilia-Romagna a fine maggio, partendo da Ozzano dove sceglievano le ragazze da portare in gara. Poi ci sono state le varie tappe: Cerredolo, Monzuno, Vignola, fino all’ultima al Papeete di Milano Marittima il 28 agosto».
E poi è arrivata la fascia più importante per il nostro territorio...
«Sì, la vittoria come Miss Reggio è arrivata il 29 luglio, nella piazza di Cerredolo. Essere Miss Reggio è un’emozione indescrivibile, non me lo aspettavo affatto. Me la sono vissuta in maniera leggera, ma ci speravo tantissimo e oggi sono orgogliosa di rappresentare la mia città».
Come si svolge, dietro le quinte, una serata di gara?
«Una competizione non inizia sul palco, ma molto prima. Si parte con i parrucchieri per le acconciature, che scegliamo noi. Prima del concorso vero e proprio, si sfila per stilisti locali. Poi la gara: prima una sfilata in abito elegante, non votata dalla giuria, e infine la prova in body, uguale per tutte, dove i giudici esprimono un voto da 1 a 5. Portamento e sorriso sono fondamentali, anche se i criteri restano soggettivi».
Si parla spesso di rivalità e stereotipi nel mondo delle sfilate. Qual è la sua esperienza?
«Anche io pensavo ci fosse invidia, invece ho legato tantissimo con le altre. Eravamo una quindicina per Miss Reggio e 29 per la finale regionale: ci siamo aiutate a vicenda nei momenti di ansia. Quanto agli stereotipi, non li tollero: non c’è solo l’aspetto esteriore. Prima della sfilata c’è un video di presentazione, perché viene notata la persona, la sua storia. Non siamo solo corpi che sfilano».
Questo percorso l’ha cambiata?
«Moltissimo. Non sono sempre stata sicura del mio aspetto, soprattutto per l’altezza: ero sempre la più alta e questo mi creava insicurezza. Il concorso mi ha aiutata a sentirmi a mio agio nel mio corpo. Resto umile e coi piedi per terra, ma la mia autostima è cresciuta».
La fase regionale l’ha vista conquistare il terzo posto, sfiorando la finale nazionale.
«Per accedere alla fase nazionale serviva il primo posto, quindi il mio percorso a Miss Italia finisce qui. Ma non ho rammarichi: è stato un viaggio bellissimo, pieno di persone speciali».
Cosa c’è nel suo futuro?
«Ora mi concentro sull’ultimo anno di superiori al Formiggini. Vorrei proseguire gli studi all’università, anche se non ho ancora le idee chiare sul percorso. Questo concorso, però, mi ha fatto capire che il mio sogno è entrare nel mondo della moda come indossatrice. Voglio far andare di pari passo questa aspirazione con l’altra mia grande passione, la danza latino-americana a livello agonistico».
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