Donne protagoniste al Gran Galà: «Nessuna deve essere lasciata sola»
A Scandiano successo dell’evento dedicato a Jessica Filianti e alle vittime di violenza
Miriam Figliuolo
Scandiano Una serata di grandi emozioni, spettacolo e impegno contro la violenza sulle donne. Si è svolta sabato 5 settembre, al parco della Resistenza, con la settima edizione del Gran Galà delle Donne, organizzato dal circolo sociale Ancescao “La Rocca”, con il sostegno di numerose associazioni e sponsor e il patrocinio del Comune. Per l’amministrazione locale era presente il vice sindaco Giuseppe Pagani.
Il ricco menù proposto ai commensali ha accompagnato l’alternarsi sul palco di momenti di riflessione e di spettacolo, tra musica, teatro e danza offerti da diversi artisti e società sportive. A condurre la serata l’attrice Rina Mareggini, affiancata da Tina Cucci, presidente del circolo “La Rocca”, e l’insegnante di ballo Monica Lucenti. Punte di intensa commozione si sono toccate fin da subito quando è risuonata tra i tavoli la voce di Adele Baldasarre, la giovane aspirante cantautrice morta nel sonno a soli 16 anni il 5 giugno del 2024: erano la musica e le parole di “Marilù”, sua prima e unica canzone proprio contro la violenza sulle donne per sostenere il Gran Galà. «E questo è il collegamento tra Adele e il Gran Galà – ha detto commossa la mamma Federica Zanellato –. Una poesia fatta di speranza e forza».
Il cuore dell’evento quest’anno è stata la sfilata con la partecipazione di decine di donne rappresentative di diverse professioni, ruoli e impegno nel sociale. Per la politica hanno sfilato l’ex deputata Antonella Incerti, il sindaco di Albinea Roberta Ibattici e l’assessora comunale Silvia Venturi.
Hanno sfilato poi, tra le altre, modelle, dentiste, maestre, casalinghe, avvocate, studentesse, una nonna con i suoi nipotini, le volontarie della Protezione civile e della Croce Rossa, carabiniere e agenti della polizia locale. Tra le giornaliste chi vi scrive e Isabella Trovato, e l’autrice Claudia Belli.
Il criminologo Antonio Russo non è potuto intervenire per problemi di salute e familiari. Ha voluto esprimere «totale vicinanza» alla presidente Cucci, nonché alle «madri coraggio», con un messaggio: «Il Gran Galà è un’iniziativa lodevole per rompere il silenzio, non spegnere le luci, al fianco delle donne, per trasformare la paura in coraggio. Perché nessuna donna deve essere lasciata sola. Rompiamo il silenzio: l’indifferenza è complice della violenza». Sostegno arrivato pure dal presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, il padre Gino.
A portare emozione sono state proprio le mamme delle vittime. Giuliana Reggio, madre di Jessica Filianti, alla quale il Gran Galà è da sempre legato (quest’anno nel trentesimo anniversario della sua morte), e Giovanna Ferrari, mamma di Giulia Galiotto, uccisa dal marito nel febbraio del 2009. Reggio ha affiancato Trovato nella presentazione del suo libro “Dopo la tua morte”. La serata era dedicata ad altre due vittime di femminicidio: Elisa Bravi e Tiziana Olivieri.
«C'è una forza che non si insegna nei libri, ed è la forza di trasformare il dolore più devastante in qualcosa che protegge altre persone – ha scritto ai presenti Lulia Somsag, vittima sopravvissuta alle violenze –. Ogni volta che raccontate la storia di vostra figlia, di vostra sorella, state salvando qualcun altro. State dicendo a un’altra donna: “riconosci i segnali, non restare in silenzio”. Questo è un atto di amore che va oltre il possibile». l
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