Scuola, come affrontare il rientro: routine, sonno e ascolto per farlo con serenità
Dal mal di pancia alla difficoltà a separarsi dai genitori, fino alla paura di non essere all’altezza o di sentirsi esclusi: gli esperti dell’Iss spiegano come riconoscere i segnali di disagio e accompagnare bambini e ragazzi verso il ritorno in classe
Bologna Oggi è suonata la prima campanella a Bolzano e poi, a seguire in altre regioni d’Italia mentre in Emilia Romagna si rientrerà in classe martedì 15 settembre: si torna a scuola e può arrivare il back to school blues, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Secondo Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss si tratta di una fase di adattamento che è possibile superare con alcune strategie mirate. Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress. Particolare attenzione meritano secondo gli esperti Iss i momenti di transizione scolastica, nei quali la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può generare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati.
L’ansia da rientro
L’ansia da rientro può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni riguardanti gli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi. Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere allontanamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili.
Routine
Per ridurre le preoccupazioni legate al rientro a scuola è utile ripristinare gradualmente i ritmi scolastici già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni. Anticipare l’orario della sveglia e dell'addormentamento, riprendere le normali routine del mattino e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati. Preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento al ritorno in classe.
Sonno e alimentazione
Sonno e alimentazione adeguati rappresentano fattori fondamentali per il benessere emotivo. È importante assicurarsi che i propri figli facciano colazione, seguano pasti regolari e abbiano la possibilità di fare spuntini durante la giornata. Bambini e ragazzi ben riposati e che seguono una corretta alimentazione sono generalmente meno vulnerabili a stress, irritabilità e difficoltà di concentrazione.
Ascoltare
Molti bambini vivono il rientro a scuola con timori e incertezze. I genitori possono aiutarli ascoltando le loro preoccupazioni senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono. Più che offrire rassicurazioni immediate, è importante far sentire il bambino compreso e, quando necessario, aiutarlo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà.
Domande
Per favorire la serenità dei figli è utile evitare domande che possano essere percepite come pressioni o aspettative. Meglio utilizzare domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica, mostrando interesse senza trasmettere preoccupazioni personali. Un atteggiamento calmo e fiducioso contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi. Visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni può aiutare a ridurre l’incertezza e aumentare il senso di familiarità. Soprattutto per i più piccoli conoscere gli ambienti agevola.
Preparare i tragitti
Percorrere i tragitti, conoscere gli ambienti e orientarsi negli spazi scolastici permette a bambini e adolescenti di affrontare il primo giorno con maggiore tranquillità, soprattutto nei passaggi verso una nuova scuola. Per evitare sovraccarico e stress, è utile guidare i ragazzi nella gestione equilibrata delle attività scolastiche ed extrascolastiche. Rimandare nuovi impegni fino a quando non si sono adattati ai ritmi scolastici e insegnare il valore dell'equilibrio può prevenire sentimenti di sopraffazione e affaticamento.
Dopo l’inizio
Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, è importante prestare attenzione a questi comportamenti. I genitori possono svolgere un ruolo fondamentale monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico. Strategie semplici come la respirazione lenta, il problem solving, la pianificazione delle attività e la condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono facilitare l’adattamento. Risulta utile anche mantenere aspettative realistiche, ricordando che i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti e che non è necessario affrontare immediatamente ogni sfida in modo perfetto.
Eventuali disagi
«Le evidenze – conclude Chiara Cattaneo – suggeriscono che il disagio scolastico non può essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. In questa prospettiva, la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. Un ruolo chiave è svolto dallo sviluppo delle competenze psicosociali (life skills) , come autoregolazione emotiva, empatia e problem solving, che favoriscono l’adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano più efficaci quando sono integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
