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Dagli scarti tessili a coperte salvavita, borse e zaini: il pop-up di Fody sbarca ai Petali

Dagli scarti tessili a coperte salvavita, borse e zaini: il pop-up di Fody sbarca ai Petali

Reggio Emilia: dal 20 settembre la startup toscana arriva con il suo progetto che intreccia economia circolare, solidarietà e opportunità lavorative per persone con disabilità

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Reggio Emilia Dagli scarti tessili nascono coperte salvavita, borse, zaini e altri pezzi unici, mentre il lavoro diventa occasione di inclusione. Fody sbarca a Reggio Emilia con un nuovo pop-up al centro commerciale I Petali: fino al 20 settembre la startup toscana porta in città il suo progetto che intreccia economia circolare, solidarietà e opportunità lavorative per persone con disabilità.

Il pop up di Fody punta tutto sugli eventi speciali e sullo storytelling avendo come obiettivo principale quello di raccontare un brand, un progetto, un’esperienza. E nella galleria dei Petali sarà possibile scoprire il pianeta Fody dove economia circolare, solidarietà e inclusione lavorativa s’incontrano tra shopping consapevole e rispetto per l’ambiente. Toccando con mano i prodotti che ogni giorno nascono nel laboratorio toscano di quella startup innovativa nonché società benefit a vocazione sociale che è Fody: shopper, zaini, borse, astucci e pochette, articoli unici realizzati con le rimanenze tessili e cuciti a mano, uno per uno, con cura artigianale.

Per chi vuole fare un’esperienza più approfondita il team Fody ha organizzato due eventi, il 9 e il 16 settembre, durante i quali sarà possibile trovarsi a tu per tu con i protagonisti: compilando un modulo sul sito di Fody (fodyfabrics.com) ci si potrà iscrivere scegliendo la fascia oraria preferita.  E il giorno successivo, il 17 settembre, l’appuntamento è con l’aperitivo inclusivo definito dal team Fody  “la nostra merenda in versione emiliana”. «Per noi - le parole del team - questo è un momento speciale: usciamo dal nostro laboratorio di Pistoia per incontrare nuove persone, nuove storie e stringere nuove mani. Ci emoziona l’idea di portare i nostri tessuti recuperati e il lavoro dei nostri artigiani a Reggio Emilia. Ai Petali vogliamo condividere ciò che facciamo ogni giorno: dare nuova vita a rimanenze, creare legami umani, costruire esperienze autentiche».

La storia Fody nasce nel 2020 come progetto pilota per creare coperte salvavita per animali abbandonati utilizzando rimanenze tessili: attraverso un laboratorio volto all’inclusione lavorativa di persone con disabilità intellettiva, l’obiettivo era dare una risposta concreta alla necessità di trasformare materiali inutilizzati in risorse di valore, destinandoli a rifugi per animali abbandonati e creando opportunità professionalizzanti per persone in difficoltà. I primi che hanno preso parte il progetto sono stati Luca Freschi, business strategist e Ceo di Fody, che ha sviluppato il modello economico e organizzativo, e Riccardo Pagnini, charity manager e oggi responsabile dei rapporti con il terzo settore. Grazie al crescente impegno e all’attenzione suscitata, nei primi due anni sono stati ottenuti importanti riconoscimenti oltre all’accreditamento con Enpa, consolidando missione di supporto agli animali in difficoltà.

«La progressiva espansione del progetto – spiegano i fondatori del progetto - ha generato molto interesse da parte di diversi soggetti: le aziende del settore tessile hanno iniziato a contattarci sempre di più, attratte dalla possibilità di valorizzare le loro rimanenze. Allo stesso tempo, la domanda crescente di coperte salvavita si è estesa non solo agli animali, ma anche agli esseri umani, come senzatetto e rifugiati. Questa evoluzione, unita alla volontà di creare posti di lavoro per persone svantaggiate che nel frattempo avevano sviluppato capacità uniche nei laboratori, ci ha spinto a strutturare il progetto in modo da renderlo economicamente sostenibile». Ed è nel luglio del 2022 che Fody Fabrics si costituisce ufficialmente come startup innovativa di tipo benefit a vocazione sociale.

Questi gli obiettivi che si propone di raggiungere Fody: donare entro il 2030 un milione di coperte salvavita offrendo un riparo concreto a senzatetto, rifugiati e animali in difficoltà; impiegare oltre mille persone con disabilità garantendo formazione, inserimento lavorativo e valorizzando talenti unici; riciclare oltre mille tonnellate di rimanenze tessili riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale e insieme trasformando materiali inutilizzati in prodotti di valore.

Perché Fody?  Fody è un uccellino tessitore del Magadascar capace di costruire nidi comunitari utilizzando vari materiali di scarto.  Il nome non a caso ha ispirato la startup: proprio infatti come l’uccellino unisce piccoli materiali per dare vita a grandi nidi, così l’azienda intende unire le persone per creare valore sociale.il nome di questo uccellino ha ispirato la stccellino tessitore del Madagascar capace di costruire nidi comunitari utilizzando vari materiali di scarto.     


 

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