Funghi, scattano i controlli nell’Appennino reggiano: sequestrati 48 chili di porcini e ritirati i tesserini
Reggio Emilia: è il bilancio dei primi controlli condotti dai carabinieri forestali
Castelnovo Monti Dieci sanzioni amministrative, 48 chili di funghi porcini sequestrati e il ritiro dei tesserini stagionali di raccolta. È il bilancio dei primi controlli condotti dai carabinieri forestali nell’Appennino reggiano, dove le condizioni climatiche favorevoli alla crescita dei funghi hanno richiamato nelle faggete numerosi appassionati. Le violazioni contestate riguardano il superamento dei quantitativi consentiti per la raccolta e il transito non autorizzato lungo la viabilità forestale. I funghi sequestrati sono stati messi a disposizione dell’Unione dei Comuni Montani dell’Appennino, che provvederà alla vendita all’asta del materiale confiscato.
Ma quali sono i limiti per la raccolta? A fare chiarezza è Luigi Cocchi, socio del Gruppo micologico e naturalistico Franchi di Reggio Emilia e membro del direttivo nazionale dell’Associazione micologica Bresadola. La legge regionale 6 del 2 aprile 1996 stabilisce un quantitativo massimo giornaliero di tre chili di funghi a persona. All’interno di questo limite, non più di un chilo può essere costituito da Amanita caesarea, il cosiddetto ovulo buono, e Calocybe gambosa, il prugnolo. Non esiste un limite specifico di due chili per i porcini. Per i porcini c’è un limite alle dimensioni: è vietato raccogliere esemplari di Boletus edulis e del relativo gruppo con un diametro del cappello inferiore a tre centimetri. Per prugnoli e gallinacci il diametro minimo è invece di due centimetri.
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