Roghi dolosi, che cosa sta succedendo a Cadelbosco Sopra
Da aprile sono otto i mezzi andati a fuoco. La questione è arrivata anche sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura
Cadelbosco Sopra Le notti di Cadelbosco Sopra illuminate dagli incendi. Sta accadendo un po’ troppo spesso. E in una provincia che non ha dimenticato quanto avvenne negli anni che precedettero l’operazione Aemilia, qualcuno comincia a porsi degli interrogativi. Da aprile sono quattro gli episodi che hanno interessato veicoli nel territorio comunale. Il numero aumenta ulteriormente allargando lo sguardo all’estate dello scorso anno: il conteggio porta ad almeno otto mezzi, tra auto e camion, coinvolti in incendi dal giugno 2025. Non ci sono elementi per ricondurre tutti questi fatti a un’unica matrice e anche sulla natura dei singoli incendi restano accertamenti da compiere. A colpire, però, è la frequenza con cui gli episodi si sono ripetuti in poco più di un anno, tanto che la questione è arrivata anche sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura, che ha disposto un’intensificazione dei controlli. Cadelbosco Sopra è un territorio che è stato pesantemente coinvolto nell’inchiesta Aemilia e dove operavano estorsori, persone dedite al riciclaggio di denaro e specialisti delle false fatture.
La sequenza più recente comincia il 9 aprile, quando in via Manzoni una Volvo XC60 viene distrutta dalle fiamme e una Renault Clio parcheggiata nelle vicinanze rimane danneggiata. Il 1° maggio, in via De Filippo, a bruciare è invece un mezzo utilizzato per il trasporto di mangimi. Poco meno di tre mesi dopo, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, le fiamme avvolgono un autotreno della stessa azienda, parcheggiato nell’area del distributore Ok di via Fratelli Cervi, a poca distanza dalle pompe di carburante. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi proprio per la vicinanza agli impianti del distributore. In quella circostanza, un uomo era stato ripreso dal sistema di videosorveglianza mentre si avvicinava al mezzo con una tanica. L’ultimo episodio risale a giovedì, quando in via Spaggiari prende fuoco il Renault Trafic dell’impresa di onoranze funebri Oliverio. In quest’ultimo caso i titolari hanno indicato come possibile causa un problema alla batteria, mentre i carabinieri non escludono il dolo. Nel giugno 2025, nella stessa notte, bruciarono due vetture, una Smart in via Galilei e una Volkswagen T-Cross in via Spallanzani. Per entrambi gli incendi gli investigatori ipotizzarono la natura dolosa. A novembre, invece, ad andare distrutta dalle fiamme fu una Bmw 530 parcheggiata in via Dante Alighieri. Anche in quel caso gli accertamenti si concentrarono sulla possibile origine dolosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
