Gazzetta di Reggio

Reggio

Il caso

Eterno si fa filmare mentre brucia il Corano. La madre: «Sono preoccupata». Ecco cosa ci ha raccontato lui

Alice Benatti
Eterno  si fa filmare mentre brucia il Corano. La madre: «Sono preoccupata». Ecco cosa ci ha raccontato lui

Reggio Emilia: il video del 19enne di Futuro Nazionale Ferenc Venturelli fa discutere. Possibili provvedimenti dei vannacciani. Lui: «Mia iniziativa, pronto a risponderne»

4 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «La preoccupazione è normale». Non vuole dire altro Denise, mamma di Ferenc Venturelli, il 19enne tesserato con Futuro Nazionale di Vannacci che sui social si fa chiamare “Eterno” e che solo su Instagram è seguito da oltre 100mila persone. Ieri, raggiunta al telefono dalla Gazzetta, dice subito di non avere voglia di commentare quanto accaduto né il gesto eclatante del figlio di farsi filmare mentre strappa e brucia il Corano. Ferenc è maggiorenne e delle proprie azioni risponde, naturalmente, in prima persona. Ma, dietro il personaggio social e all’attivismo politico, resta un ragazzo molto giovane e, di fronte al clamore che ha suscitato quel video, viene spontaneo chiedersi anche come lo abbiano vissuto i suoi genitori.

Denise, però, preferisce non entrare nel merito. Alla domanda se, dopo il filmato in cui il figlio distrugge il testo sacro dell’Islam, tema ora per la sua incolumità, si limita a quattro parole: «La preoccupazione è normale». Poi chiede di non essere più contattata. Intanto, quelle immagini – che ieri sono state commentate anche dal sindaco Massari (leggi l’articolo in basso, ndr) – hanno valicato i confini di Reggio, riprese e rilanciate dai media nazionali. E sono in molti, ora, in Italia, a chiedersi chi sia questo ragazzo, che anche stavolta ha alzato ancora l’asticella della sua esposizione pubblica. È la domanda che abbiamo rivolto direttamente a lui, chiamandolo per farci raccontare chi è Ferenc Venturelli al di là di “Eterno” e dei video sui social.

Una telefonata che arriva alla vigilia di un passaggio delicato anche sul fronte politico: domani il 19enne incontrerà Marco Lusetti, referente provinciale di Futuro Nazionale, e Davide Beltrami, ex consigliere comunale di Scandiano ed ex Lega. Sul tavolo ci sarà quanto accaduto e l’eventualità di un’azione disciplinare nei suoi confronti. «Se ci sarà un provvedimento interno, lo accetterò», spiega Venturelli, che è di Casalgrande, ha studiato Scienze umane in una scuola privata e oggi svolge, come racconta, «lavori individuali con contratti a chiamata». E quando gli chiediamo se ci sia rimasto male per le parole del leader del suo partito Roberto Vannacci, che interpellato sul video lo ha definito «un tesserato qualunque», non si scompone: «No, assolutamente, perché io non sono entrato in Futuro Nazionale per diventare qualcuno».

Fino a pochi mesi fa, del resto, Venturelli aveva in tasca la tessera della Lega di Matteo Salvini. «Eterno – spiega – non nasce con Vannacci e neanche con la Lega. Io sono io anche senza partito, questo è da sottolineare. Ma se posso contribuire a portare gente all’interno, sono disponibile e lo sarò sempre, indipendentemente dal fatto che io rimanga o meno in Futuro Nazionale. E lo faccio perché ci credo. Quello che ho fatto nell’ultimo video (strappare e bruciare il Corano, ndr), però, è stato un gesto individuale». E proprio di quel gesto gli chiediamo conto. «La mia non era una provocazione, era un modo per mandare un messaggio, così come fanno in America o in Svezia. Volevo dimostrare una cosa che mi sto rendendo conto essere sempre più vera, ovvero che la loro religione (dei musulmani, ndr), che dicono tanto essere di pace, è una religione di violenza. Per loro la vita vale meno di un libro. Quante volte lo abbiamo visto? In Italia e non solo, perché ormai accade dappertutto: distruggono chiese, ci sputano dentro, decapitano la Madonna... Insomma, fanno di tutto. Eppure un cristiano non fa post sui social in cui dichiara esplicitamente che, in nome di Allah, tu morirai e che tutti i musulmani si schiereranno per farlo. Ho migliaia di screenshot che dimostrano quello che dico». Parole che raccontano la sua visione di un Islam monolitico, nel quale l’estremismo islamico non è la malattia che colpisce un corpo sano, ma il corpo stesso. Quando gli chiediamo se teme per la sua incolumità e per quella della sua famiglia, risponde di sì. «C’è una grande tensione in casa per quello che ci potrebbe accadere – ammette –. Io ho più paura per la mia famiglia che per me. Però voglio far notare che di minacce, anche prima che mi esponessi sull’Islam, da questi “portatori di pace”, ne ricevevo già tantissime. Adesso, ovviamente, sono ancora di più. Il timore di essere ucciso ce l’ho, ma fermarmi significherebbe dargliela vinta. Quindi no, non lo farò. Il mio messaggio lo porterò avanti fino alla fine e quello che penso non lo ritiro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google