Scuole, il tempo pieno solo per il 43,9% degli alunni delle elementari
Il dato resta sotto la media in Emilia-Romagna: nella vicina Modena raggiunge invece l’80%
Reggio Emilia La scuola è chiamata a custodire i minori quando le famiglie non hanno la possibilità di farlo. Sono prevalentemente i casi in cui entrambi i genitori lavorano e non hanno a disposizione nonni che possano prendersi cura dei nipoti. Nella nostra provincia, però, è cronicamente deficitario il ricorso ai modelli organizzativi che estendono l’attività didattica al pomeriggio. È addirittura quasi nulla la richiesta del tempo prolungato nelle medie inferiori. In alcune di esse sono attivati solamente moduli che prevedono il sabato libero e trenta ore settimanali distribuite fra il mattino e due rientri pomeridiani.
La situazione è diversa, vista l’età degli alunni, nella fascia primaria, dove si può usufruire del tempo pieno sviluppato su cinque giorni per 40 ore settimanali, comprese la mensa e le attività motorie. Tuttavia nello scorso anno scolastico ne ha usufruito appena il 43,9% degli iscritti. Tale percentuale, che sale al 51% in città e scende al 40,4% negli altri comuni reggiani, rimane sensibilmente inferiore alla media dell’Emilia-Romagna. Nella confinante Modena si arriva all’80%. Eppure la legge citata da Francesco Diamanti (leggi in basso, ndr), professore di diritto penale di Unimore, è chiarissima: un minore di 14 anni non deve essere lasciato solo dai genitori o da chi ne fa le veci. Se gli capita un incidente in qualunque momento della giornata gli adulti a cui è affidato incorrono nel reato di abbandono di minore, se non sono presenti e non esercitano la dovuta vigilanza.
Pochi sembrano preoccuparsene, benché sia finita da un pezzo l’epoca in cui solo il padre lavorava fuori casa, mentre la madre o i fratelli maggiori potevano accudire il figlio ancora bambino o adolescente. Peraltro l’istituzione scolastica è attenta a evitare eventuali responsabilità penali. Nelle scuole primarie al termine delle lezioni quotidiane un alunno non può uscire finché un genitore o un suo delegato non viene a prenderlo.
Nelle medie inferiori è autorizzato a farlo solamente se la famiglia rilascia preventivamente una dichiarazione liberatoria. Nel territorio reggiano la scarsa diffusione del tempo pieno non dipende da una carenza di domanda. Da noi la risposta viene spesso data tramite gli educatori, perlopiù associati in cooperative, che i comuni pagano per il sostegno e le attività scolastiche integrative di carattere educativo, ludico, motorio e sportivo. Ai molti interventi previsti per l’intero anno scolastico si aggiunge il progetto regionale "scuole aperte", che in città ha coinvolto più di 700 alunni delle elementari dalle 8 alle 13 dal 31 agosto al 14 settembre, prima dell’inizio delle lezioni ordinarie. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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