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Eterno brucia il Corano, il sindaco condanna il gesto: insulti online e odio anti-islamico sotto il post di Massari

Evaristo Sparvieri
Eterno brucia il Corano, il sindaco condanna il gesto: insulti online e odio anti-islamico sotto il post di Massari

Oltre 1.000 commenti in un giorno, più di 600 reazioni. Il primo cittadino: «Ritengo, come ha detto anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ci sia una strumentalizzazione, forse una manovra per attaccare alcune figure esposte come i sindaci dell'Emilia-Romagna»

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Reggio Emilia Una valanga di insulti. Sulla pagina Facebook del sindaco Marco Massari, i numeri raccontano di solito una storia tranquilla: il ricordo di Emma Bonino si è fermato a due commenti, l’inaugurazione di “Terre e acque dell'Ariosto” a 57, le foto nei nidi comunali a 49. Persino il caso più discusso in città, Bosco Ospizio, non è andato oltre i 107 commenti. Poi è arrivato il post di condanna sulla provocazione di Eterno, al secolo Ferenc Venturelli, 19enne attivista di Futuro Nazionale di Vannacci, che in un video ha bruciato una copia del Corano. Risultato: oltre 1.000 commenti in un giorno, più di 600 reazioni, almeno 52 condivisioni. Numeri che non hanno paragoni con nessun altro post del sindaco. Un’anomalia così vistosa meritava una verifica, e li abbiamo analizzati per capire cosa ci fosse dietro. Ieri pomeriggio, nel pieno della bufera, sul post è stata chiusa la sezione dei commenti, poi rimossi.


Chi ha scritto cosa

I commenti portano la firma di 497 utenti diversi per 817 interventi: significa che più di un quarto degli autori è tornato a scrivere più volte, con punte di 9-3 interventi a testa per i più attivi. Non è quindi lo schema «un account, un messaggio» tipico delle campagne automatizzate: qui c’è gente che discute, ribatte, insiste. Un segnale che rimanda più a una mobilitazione di persone reali e polarizzate che a un esercito di account artificiali. A confermarlo è anche l’assenza di un tratto tipico delle bot farm: i testi non sono sequenze di frasi identiche copiate meccanicamente, anche se molti commenti — spesso con errori grammaticali simili — ripetono con insistenza gli stessi argomenti, come se attingessero a un repertorio condiviso più che a una riflessione personale.

Di cosa si parla

Analizzando i temi ricorrenti, emerge un quadro chiaro: il 23% dei commenti tira in ballo Bibbia, chiese e cristiani; il 19% parla di Islam e Corano; il 18% attacca il sindaco come «uomo di sinistra a caccia di voti»; il 17% costruisce una contrapposizione tra «noi» e «loro»; il 15% richiama bandiera e italianità. Frasi come «e quando bruciano la Bibbia?» o «prima pensa agli italiani» tornano quasi identiche da un profilo all’altro. Colpisce, per contro, un dato: solo il 5% dei commenti contiene un riferimento riconoscibile a Reggio. Pubblico “di passaggio” Un altro indizio importante riguarda il comportamento dei commentatori: moltissimi interventi, anche molto duri, raccolgono zero o una sola reazione, e mancano le lunghe catene di risposta tipiche di una community affezionata alla pagina. Prevale invece uno schema mordi e fuggi: si arriva, si commenta, si sparisce. È il profilo tipico di un pubblico arrivato da fuori, non dei follower abituali del sindaco.

Da dove arriva l'ondata

L’ipotesi più solida è che tutto sia partito da una condivisione esterna, magari su una pagina o un gruppo con un seguito molto più ampio di quello del sindaco: basterebbe una sola delle condivisioni registrate, se avvenuta in un contesto molto grande, a spiegare l'intero fenomeno. Sulla vicenda abbiamo interpellato lo stesso Massari, che è tornato a condannare senza mezzi termini il gesto di bruciare il Corano (per il quale oggi Futuro Nazionale potrebbe prendere provvedimenti su Eterno), definendolo passibile di conseguenze penali: «Ritengo, come ha detto anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ci sia una strumentalizzazione, forse una manovra per attaccare alcune figure esposte come i sindaci dell'Emilia-Romagna. Non credo che si tratti di post originali, ma di molti troll e strumentalizzazioni, di non so bene chi né come. Non ritengo però che i cittadini reggiani la pensino in quel modo». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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