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Festa dell’Unità di Reggio Emilia, il bilancio: oltre 150mila le presenze e un indotto da 1,5 milioni

Festa dell’Unità di Reggio Emilia, il bilancio: oltre 150mila le presenze e un indotto da 1,5 milioni

Quarantamila persone servite nei ristoranti, oltre 750mila euro di incassi nella ristorazione, 60mila spettatori agli spettacoli, quasi 20mila persone ai dibattiti e alle iniziative politiche e 2mila libri venduti

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Reggio Emilia Diciannove giorni di eventi, oltre 150mila presenze complessive e un movimento economico stimato in circa 1,5 milioni di euro. Si chiude con questi numeri l’edizione 2026 della Festa nazionale dell’Unità, ospitata all’Iren Green Park di Reggio Emilia. L'appuntamento di chiusura ha visto sul palco la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, al termine di una giornata che da sola ha registrato oltre 10mila presenze e l'arrivo di più di 50 pullman da diverse regioni d'Italia.

Cucina e indotto economico

Uno dei pilastri della manifestazione è stato il comparto della ristorazione, che ha fatto segnare un fatturato superiore ai 750mila euro, in crescita di circa il 10% rispetto all'anno precedente. Nei diciannove giorni sono stati circa 40mila i coperti serviti nei vari punti ristoro, per una media di oltre duemila persone a tavola ogni sera. Tra le pietanze più richieste della tradizione reggiana spiccano circa 1.800 chilogrammi complessivi tra tortelli e cappelletti. «La dimensione economica restituisce la complessità di una manifestazione che per diciannove giorni diventa una vera e propria città temporanea», ha dichiarato Alfredo Medici, illustrando il bilancio dell'iniziativa e sottolineando come l'investimento sulla qualità dei servizi e dell'offerta abbia permesso di intercettare un pubblico variegato.

Spettacoli, dibattiti e cultura

Il cartellone degli spettacoli ha richiamato complessivamente circa 60mila spettatori. Tra gli appuntamenti principali si segnalano lo spettacolo pirotecnico, i concerti dei Subsonica e di Elio e le Storie Tese, oltre alle serate dedicate ai più giovani, al ballo liscio e al circo contemporaneo. Sul fronte politico e culturale, quasi 20mila persone hanno preso parte ai dibattiti e ai momenti di confronto organizzati nell'area. Tanti i temi affrontati nelle tavole rotonde che hanno visto alternarsi esponenti politici, amministratori locali, rappresentanti dei sindacati e del mondo produttivo: lavoro, sanità, scuola, diritti, ambiente e intelligenza artificiale. Positivo anche il riscontro dello spazio libreria, che ha registrato la vendita di oltre 2mila volumi affiancata da presentazioni e incontri con gli autori.

La macchina organizzativa

A sostenere la struttura dell'evento è stato il lavoro del volontariato. Nelle fasi di massima affluenza sono stati circa 750 i volontari impegnati ogni sera tra cucine, bar, allestimenti, pulizie e gestione della logistica. «In questi diciannove giorni abbiamo visto un popolo tornare a incontrarsi, conoscersi e discutere», ha commentato il segretario provinciale del Pd reggiano, Massimo Gazza. «La forza della Festa è avere dimostrato che questo popolo esiste, ha voglia di esserci e chiede alla politica di essere all’altezza della sua partecipazione. Non abbiamo semplicemente organizzato un evento: abbiamo dato casa a un pezzo di popolo democratico e progressista», conclude Gazza.

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