Scuola, a Reggio Emilia è già emergenza cattedre: oltre 300 posti e 8.300 ore ancora da coprire
L’allarme della Cisl: a lezioni appena avviate scattano i primi interpelli d'emergenza per trovare docenti. La mappa delle carenze premia la primaria e il sostegno, mentre le segreterie sono costrette a rincorrere le supplenze.
Reggio Emilia La scuola è appena iniziata, ma in provincia di Reggio Emilia compaiono già le prime cattedre scoperte. L'allarme arriva dalla Cisl Scuola Emilia Centrale, che segnala il primo caso a San Polo d’Enza: l’Istituto comprensivo “Francesco Petrarca” ha dovuto pubblicare un interpello – l'ultima procedura d'emergenza prevista per individuare un docente di scuola primaria fino all'11 dicembre – dopo aver scorso invano le proprie graduatorie e quelle degli istituti vicini. «È qui che muoiono i grandi proclami: iniziano le lezioni e gli studenti sono ancora senza docenti. Non possiamo accettare che si debba appendere il cartello “cercasi insegnanti” a lezioni già avviate», attacca Ciro Fiore, segretario generale aggiunto del sindacato. Quando i canali ordinari falliscono, la ricerca si allarga progressivamente dai possessori di titolo specifico a laureati in discipline affini, studenti universitari e, nei casi più critici, perfino diplomati, pur di garantire la presenza in aula.
San Polo rappresenta tuttavia solo la punta dell'iceberg: dai prospetti stilati dall’Ufficio scolastico provinciale dopo l'esaurimento delle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), la gestione dei contratti residui è passata direttamente ai singoli istituti. Il bilancio parla di 337 cattedre a orario intero e 393 ore di spezzoni, per un totale di 8.344 ore settimanali d'insegnamento scoperte. L'impatto più pesante riguarda la scuola primaria e l'insegnamento di sostegno, che da soli contano 312 posti interi e 130 ore frazionate (pari a 7.618 ore complessive). Tra i plessi più penalizzati sul sostegno figurano la Carducci con 648 ore scoperte, Gattatico (576), Leopardi-Pieve Kennedy (504), Montecchio (480), Bergonzi e Spallanzani (360 ciascuna, oltre a uno spezzone di 12 ore per quest'ultima), Guastalla (336), Casalgrande e Matilde di Canossa (264 ore ciascuna). Vi sono poi carenze sul posto comune a Villa Minozzo (20 ore) e nell'insegnamento dell'inglese a Campagnola (17 ore), mentre alle superiori mancano 17 ore di matematica al Carrara e diverse cattedre nelle discipline meccaniche tra il Nobili (7 cattedre), il Convitto Corso di Correggio (2) e l'Istituto D’Arzo di Montecchio (una cattedra più 14 ore).
Una criticità che costringe le segreterie scolastiche a sovraccaricarsi per reclutare il personale a lezioni già avviate. «Non è in discussione l’impegno dell’Usp, che sta completando le operazioni in tempi strettissimi – conclude Fiore –. Il problema risiede in un sistema nazionale di reclutamento che arriva alla prima campanella con posti scoperti, scaricando l'ultima parte della corsa sui singoli istituti».
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