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Il lutto

Addio ad Antonio De Bertoli, una vita per lo sport e il volontariato

Mauro Pinotti
Addio ad Antonio De Bertoli, una vita per lo sport e il volontariato

Novellara: era conosciuto da tutti come “il Dottore”, non per un titolo accademico, ma per la cura con cui si prendeva a cuore ogni atleta. Aveva 82 anni

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Novellara La comunità novellarese piange la scomparsa di Antonio De Bortoli, storico dirigente della Novellara Sportiva, figura amatissima del calcio locale e uomo capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo abbia incontrato. Aveva 82 anni. Per oltre trent’anni, Antonio ha dedicato tempo, energie e cuore alla società sportiva, diventando un punto di riferimento per dirigenti, allenatori, giocatori e famiglie. Anche dopo aver concluso il suo percorso da dirigente, non ha mai smesso di sostenere i colori biancoblu, restando fino all’ultimo uno dei tifosi più affezionati.

Era conosciuto da tutti come “il Dottore”, non per un titolo accademico, ma per la cura, l’attenzione e la disponibilità con cui si prendeva a cuore ogni atleta: dal bambino alle prime partite al giocatore della prima squadra. Una figura che, come ricorda la società, «ha saputo mettersi a disposizione senza mai lesinare un aiuto o un consiglio». Di origine veneta, Antonio arrivò a Novellara nel 1967, inviato dal Comando della Legione dei Carabinieri di Parma. Non aveva mai visto la nebbia e la scambiò per fumo d’incendio: un aneddoto che lui stesso raccontava con il sorriso. In breve tempo si immerse nella vita del paese: lavoro, sport, volontariato, le chiacchiere al Bar Pineta, le partitelle, le amicizie sincere. A Novellara conobbe Leda, la donna della sua vita. Decisero di sposarsi nonostante il divieto dell’Arma: il 7 dicembre 1968, con la compiacenza dell’ufficiale di stato civile, si unirono in matrimonio di nascosto. La vicenda portò al suo congedo, dal 1º gennaio 1969, ma segnò l’inizio di una nuova esistenza. Fu il barbiere Sergio Rossi a presentarlo al professor Antonino Alessi, primario dell’ex ospedale di Novellara. Il colloquio fu immediato: il giorno dopo alle 6 Antonio era in sala operatoria, catapultato tra bisturi, garze, aghi e interventi chirurgici. Non ebbe esitazioni. Il professo Alessi lo guardò e disse: «Sei arruolato. Hai la tempra dell’infermiere». Antonio studiò, lavorò, si diplomò con successo e diventò un infermiere stimato, professione che esercitò con dedizione e umanità. Nella Novellara Sportiva Antonio ha attraversato presidenti, stagioni, rivoluzioni societarie, vittorie e sconfitte. Ha vissuto lo sport come un luogo di comunità, di educazione, di gioia. «Chi può entri nello sport, non rimarrà mai deluso», amava dire. La società, l’amministrazione comunale e i tanti volontari lo ricordano come un uomo di schiettezza, simpatia, disponibilità e sorriso: qualità rare, che lui portava con naturalezza. La salma di Antonio De Bortoli è custodita nella camera ardente del cimitero di Novellara, dove domani alle 9.30 verrà salutato con una benedizione. Lascia nel dolore la moglie Leda, il figlio Andrea con Brenda, i nipoti Alessandro e Luca. La famiglia ha chiesto di non inviare fiori, ma di devolvere eventuali offerte alla Novellara Sportiva, la società che Antonio ha amato e sostenuto per una vita intera. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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