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La scommessa di Christian sul centro storico. Ha aperto il bar Happiness: «Vogliamo portare gioia e felicità»

Nicolò Valli
La scommessa di Christian sul centro storico. Ha aperto il bar Happiness: «Vogliamo portare gioia e felicità»

Con la compagna ha riaperto il locale all’angolo tra via Fontanelli e via Toschi. «Già dal primo giorno è venuta tantissima gente, si vede che per i residenti e per i lavoratori dell’area è un punto di riferimento»

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Reggio Emilia «Il nostro locale si chiama Happiness perché vuole portare gioia e felicità in centro storico. Non è un caso che il simbolo scelto è una rondine: è la traduzione letterale del nome della mia compagna, ma indica anche speranza». Christian Allegretti lo chiarisce subito: il bar che da qualche settimana ha aperto in via Fontanelli, all’angolo con via Toschi, vuole essere da esempio anche per altri piccoli imprenditori.

Originario di Belluno ma residente a Spilamberto insieme a Dallendyshe Pellumaj, ragazza con origini montenegrino-albanesi, Allegretti ha accettato questa sfida che va al di là della semplice attività ma è anche una risposta alle tante, troppe chiusure nel cuore della nostra città. Racconta Cristian: «Il mio amico mi ha segnalato che c’era questo locale chiuso, e gestire un’attività insieme alla mia compagna era il nostro desiderio. Io ero titolare di un locale a Carpi, mentre negli ultimi anni ho lavorato come dipendente al bar del Cere e del Circolo Tennis di Canali. C’era questa attività, e l’abbiamo colta al volo». Happiness è aperto dal lunedì al sabato e dal mattino sino a sera. L’inaugurazione c’è stata il 17 agosto e le prime settimane sono andate veramente bene: «I sacrifici sono stati tanti e sono ancora numerosi, ma ne vale la pena– prosegue–. Abbiamo deciso di ristrutturare il locale rendendolo un ambiente di nicchia ed accogliente. Secondo il nostro modo di vedere, il passato è collegato al presente ed è per quello che all’interno del bar ci sono due racchette da tennis e delle bottiglie, frutto delle mie precedenti esperienze professionali. Già dal primo giorno è venuta tantissima gente, si vede che per i residenti e per i lavoratori dell’area è un punto di riferimento».

Mentre parliamo Cristian prepara caffè e conversa coi clienti, con cui sembra già essersi creato un rapporto di fiducia reciproca. Anche sulla scelta del nome c’è una storia: «Io volevo chiamarlo la C’Affetteria Lounge, perché univa il bar alla ristorazione, considerato che abbiamo anche la possibilità di mangiare piadine, panini e primi piatti. A tutto ciò si uniscono anche frutta, yougurt, pancakes per le colazioni e tre tipologie di caffè. Happiness dispone infatti di tavoli sia all’interno che all’esterno. È stata la musica a cambiare il destino: la mia compagna, mentre eravamo in auto, ha sentito il brano “Happy” di Pharrell Williams e se ne è innamorata. In più, quando giocavo a pallavolo nelle serie minori il mio soprannome era proprio Happiness, ovvero la traduzione semi-letterale del mio cognome, Allegretti. Così abbiamo optato per questa scelta».

Al momento è Cristian a portare avanti l’attività considerato che Dallendyshe ha un altro lavoro, ma ogni volta che può arriva e lo aiuta con l’obiettivo, non appena sarà possibile di unire le forze. Sul degrado della zona dice: «Non mi è ancora capitato alcun episodio particolare, sarà che già dall’esterno Happiness veicola un messaggio di accoglienza di un certo tipo di clientela a discapito di un’altra. A proposito, devo dire una cosa. Ben vengano le diverse iniziative portate avanti in centro storico– conclude – ma sarebbe bello che ci fossero più eventi in quest’angolo del centro». RIPRODUZIONE RISERVATA

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