Miki conquista la vetta del Cusna: prima donna con disabilità motoria a 2.121 metri
Villa Minozzo: l’impresa organizzata dall’associazione Gast. Michelangela a bordo della joelette, sulla speciale carrozzina da fuoristrada, accompagnata da volontari, atleti e Soccorso Alpino. Un progetto preparato per oltre due anni
Villa Minozzo Prima volta in assoluto sui 2.121 metri di quota del Monte Cusna per una donna con disabilità motoria. L’impresa portata a termine ha visto protagonista Michelangela, nota a tutti come Miki, salita sulla vetta più alta della provincia a bordo di una joelette, la speciale carrozzina monoruota da fuoristrada. L’iniziativa, coordinata dall’associazione Gast, ha messo in rete forze dell’alpinismo locale, realtà sportive, enti territoriali e volontari, concretizzando un progetto complesso e preparato nei minimi dettagli per oltre due anni.
L’idea iniziale è nata dal presidente di Gast Giacomo Cibelli ed è stata condivisa fin da subito con Andrea Asti, volontario del sodalizio e titolare di Reggio Gas, e con Fabrizio Silvetti, alpinista reggiano con all’attivo tre Ottomila, guida ambientale ed esperto in spedizioni umanitarie. Attorno al nucleo promotore si è formata una rete d’appoggio logistico che ha visto in campo il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, la società sportiva Valorugby Emilia, il Club Alpino Italiano – Sezione di Reggio Emilia e Motori Ruggenti di Scandiano. Un supporto continuativo è arrivato anche da Transcoop, partner storico dell’associazione, unitamente al personale operativo dei rifugi Monteorsaro e Battisti.
La tabella di marcia ha preso il via alle 7 al Rifugio Monteorsaro. Il trasferimento verso il Passo della Cisa è avvenuto con i mezzi fuoristrada messi a disposizione dal Parco e dal Soccorso Alpino. La salita a piedi è scattata alle 9. La progressione lungo i pendii del Cusna ha richiesto uno sforzo fisico costante, gestito tramite la rotazione continua delle squadre alla guida della joelette: i giovani atleti del Valorugby hanno garantito la spinta e il traino, coadiuvati dai volontari Gast sotto la supervisione tecnica di Asti e Silvetti. La cima è stata raggiunta dopo un’ora e mezza di marcia. Oltrepassata la vetta, la spedizione ha affrontato la traversata verso il Rifugio Battisti. La discesa ha presentato i passaggi tecnici più delicati, durante i quali il Soccorso Alpino ha garantito la sicurezza del mezzo e supportato i volontari nelle manovre di trattenuta. Il gruppo è giunto al Battisti alle 13.59, con un minuto di anticipo sul programma. Ad attendere la carovana c’erano i partecipanti all’iniziativa Gast “Rifugista per un giorno”.
Durante la sosta sono intervenuti i responsabili dell’organizzazione Giacomo Cibelli ha dichiarato: «Due anni fa, quando abbiamo iniziato a pensare a questa possibilità, sembrava una cosa impossibile. Oggi abbiamo realizzato un sogno. La squadra è stata perfetta e senza anche solo uno di voi non sarebbe stato possibile. Grazie. È stato fantastico». Andrea Asti ha ricordato il lavoro preparatorio: «Cibelli, quando si mette in testa una cosa, è martellante. Così siamo venuti a fare il sopralluogo e abbiamo capito che sarebbe stato necessario trovare i partner giusti. Direi che ci siamo riusciti».
Fabrizio Silvetti ha evidenziato la componente strategica: «Noi ci abbiamo creduto fin da subito, però la certezza non c’è mai. Se non sei disposto a fare quel primo passo senza la certezza di riuscire, questi sogni non si realizzano. Grazie al lavoro di tutti siamo qui, al Battisti, con Miki». Davide Rimpelli, capitano della formazione 2ndFirst del Valorugby, ha portato la voce dei compagni: «Ci siamo divertiti. Noi potevamo portare simpatia e della gamba per la salita. È stato veramente bello accompagnarvi». Per il Cai di Reggio Emilia era presente il presidente Alberto Fangareggi, giunto dal Trentino. I rappresentanti di Transcoop hanno confermato il legame con l'ente: «Siamo sempre contentissimi di collaborare con le iniziative di Gast Non ci tireremo mai indietro. Ormai ne siamo parte integrante». Mattia, caposervizio del Soccorso Alpino, ha aggiunto: «Non capita spesso di partecipare a giornate come questa. Il nostro è stato un contributo dato con estrema gioia. Partecipare a qualcosa che sembrava impossibile e che è diventato possibile ci rende felici, per noi e per Miki». Infine, la diretta interessata, Michelangela, ha sintetizzato l’esperienza con tre parole: «Sono felice!». La seconda parte dell’itinerario ha visto il trasferimento della comitiva verso il Rifugio Segherie lungo la strada forestale. Nella zona dell’Abetina si sono aggregate oltre 60 persone, tra cui 15 ragazzi Gast con le rispettive famiglie. La due giorni si è conclusa domenica con il rientro a valle lungo il sentiero Cai 605, effettuato a piedi e in joelette. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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