«Togliete la bandiera palestinese». L’Anpi non ci sta e lascia il Festival
Montecchio Emilia: la richiesta di due associazioni: «Non è opportuno fare politica». L’associazione dei partigiani: «Finché è in corso il genocidio la esporremo»
Montecchio La bandiera palestinese fa litigare le associazioni. Domenica, in occasione del Festival della Comunità e del Volontariato, alcune associazioni hanno chiesto all’Anpi di togliere il vessillo perché, come spiegato anche in alcune riunioni preliminari, «non era opportuno fare politica durante la manifestazione». L’Anpi, alla fine, ha deciso di lasciare la festa.
La vicenda ha avuto uno strascico in quanto è stata sollevata da Montecchio Bene Comune. Il gruppo di minoranza, in una nota, parla di «una brutta pagina per il volontariato montecchiese» e accusa l’amministrazione comunale di aver chiesto all’associazione di rimuovere la bandiera palestinese dal proprio spazio. Secondo Montecchio Bene Comune, l’Anpi aveva illustrato durante gli incontri preparatori le attività che avrebbe promosso, comprese quelle legate alla denuncia del «genocidio del popolo palestinese». Nel corso della giornata, sostiene la minoranza, il vicesindaco Bruno Aleotti e l’assessore Gianfranco Fontanili hanno chiesto di togliere la bandiera su sollecitazione.
La denuncia di Montecchio Bene Comune
L’Anpi ha rifiutato e ha lasciato la festa. «Un’amministrazione comunale non dovrebbe chiedere a un’associazione di rinunciare ai propri simboli o alle proprie posizioni per consentirle di partecipare a una manifestazione dedicata proprio alla comunità e al volontariato», scrive Montecchio Bene Comune, chiedendo ad Aleotti e Fontanili di chiarire le ragioni della richiesta. Gli amministratori respingono la ricostruzione della minoranza. «Tra le premesse dell’iniziativa - dicono Aleotti e Fontanili - vi era quella di evitare qualsiasi ingerenza o strumentalizzazione politica, proprio per preservare il carattere inclusivo e festoso della giornata», spiegano. Il Comune, aggiungono, «sostiene e ha sempre sostenuto» le iniziative promosse dall’Anpi, comprese quelle sulla Palestina, e l’associazione era stata invitata al festival in quanto aderente alla Consulta del Volontariato. La richiesta di rimuovere la bandiera, precisano, «non è partita dall’amministrazione comunale, bensì dagli organizzatori dell’evento: il presidente della Consulta del Volontariato e il responsabile dei Servizi sociali territoriali».
Cosa ha detto l’Anpi
L’Anpi intanto interviene. «La bandiera della Palestina rappresenta un simbolo di solidarietà internazionale e finché continuerà il genocidio del Governo di Netanyahu verso il popolo palestinese, colpendo soprattutto donne e bambini, accompagnerà l’Anpi in ogni sua presenza ed iniziativa pubblica. E ciò a partire dalla nostra Festa Provinciale del 19 e 20 settembre». «Siamo un soggetto politico-associativo che si regge sul volontariato dei propri iscritti, autonomo dai partiti, indissolubilmente legato ai valori della democrazia e della libertà che abbiamo contribuito a realizzare nel nostro Paese. Quegli stessi valori che vengono quotidianamente negati nel sangue alla Palestina. Per tali motivi ribadiamo non solo la ovvia legittimità, ma la piena coerenza con ciò che siamo, della nostra scelta di abbandonare il Festival del Volontariato di Montecchio, a fronte della richiesta di togliere il vessillo palestinese». «I simboli che raffigurano le ingiustizie subite da un popolo oppresso vanno tenute in bella mostra e non rimosse. Convinti che le lotte contro le ingiustizie, da qualunque parte esse vengano perpetrare, debbano unire e non dividere. E questo, mentre riconosciamo volentieri che, nell’ amministrazione comunale Montecchiese, l’Anpi ha sempre trovato un interlocutore serio e collaborativo. In tal senso ci faremo carico, in tempi stretti, di chiedere formalmente un incontro bilaterale tra esponenti provinciali e territoriali della nostra associazione e il sindaco di Montecchio e chi egli riterrà della propria Giunta, per chiarire quanto accaduto e proseguire, ognuno coi propri compiti e le proprie funzioni, in un fruttuoso rapporto di collaborazione».
La replica
Stefano Raschi, Presidente della consulta delle associazioni di volontariato, che ha promosso la manifestazione, ha espresso amarezza. «Abbiamo lavorato mesi per la buona riuscita dell’evento, cercando di non tralasciare nulla e mettendo poche ma fondamentali “regole”. Chi ha accettato di venire sapeva che doveva seguire quelle poche ma fondamentali “regole”». L’esposizione della bandiera, in quanto gesto politico, avrebbe dunque infranto questi accordi. «Mi sono visto costretto a riprendere un atteggiamento non consono all’evento. Questo purtroppo ha causato un po’ di malumore e un'associazione ha deciso di abbandonare l'evento». Raschi assicura però che pro loco e Montecchio Sicura non c’entrano con la richiesta di togliere il vessillo.
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