«Anche a Reggio Emilia il carovita sta uccidendo il ceto medio. Chiede aiuto anche chi ha un lavoro»
La nuova presidente provinciale di Federconsumatori Lucia Lusenti «La situazione legata ai costi di energia e carburante peggiorerà con l’autunno»
Reggio Emilia «Quando, quasi vent’anni fa, ho iniziato a lavorare qui alla Federconsumatori, le richieste d’aiuto erano più che altro legate a consigli: magari qualcuno era appena andato in pensione e, ritirato il Tfr, ci chiedeva qualche idea di investimento. Ecco, oggi, le richieste di questo tipo sono completamente sparite, sostituite da richieste d’aiuto, anche drammatiche». Da qualche ora, Lucia Lusenti è la nuova presidente provinciale di Federconsumatori e sul suo tavolo, invero non da oggi, si trova una montagna di richieste d’aiuto, che restituiscono una fotografia della situazione, che a Reggio come nel resto del Paese è particolarmente grave. Basti pensare che, dopo una sorta di anno zero, che ha coinciso con il periodo del Covid, e che ha costretto la Federconsumatori reggiana a serrare i ranghi, ora l’associazione che fa riferimento alla Cgil vanta più di tremila iscritti.
In questi ultimi anni come è cambiata l’utenza che si rivolge ai vostri sportelli?
«La costante di questi ultimi anni è quella di un sempre maggiore impoverimento. Una situazione di crescente precarietà che riguarda una fetta sempre maggiore della popolazione».
È la scomparsa della classe media?
«L’impressione che se ne ricava è proprio questa. Di tutte le persone che oggi si rivolgono a noi, la percentuale di quelle più fragili si va assottigliando e cresce esponenzialmente quella di persone che fino a qualche anno fa avevano progetti di vita a medio e lungo periodo. Persone che hanno un lavoro, magari proprio grazie a questo lavoro, sono riuscite in passato a comprare un’abitazione o comunque stanno pagando le rate del mutuo».
Cos’è che fa saltare tutto e rende la situazione così preoccupante?
«Sicuramente hanno un peso i costi dell’energia che paghiamo tutti, così come tutti paghiamo gli aumenti folli del carburante. Già quest’estate, con il prezzo del gas a 0,80, arrivavano da noi famiglie in difficoltà, con bollette che non riuscivano a pagare. Stiamo parlando delle classiche spese ordinarie di una famiglia, fino ad arrivare alla spesa, anche dei generi alimentari».
Di fronte a queste nuove emergenze quale può essere il ruolo della Federconsumatori?
«L’obiettivo della nuova presidenza sarà quindi quello di rilanciare Federconsumatori Reggio Emilia, rafforzandone la presenza territoriale e la capacità di tutela e assistenza, con particolare attenzione alle esigenze quotidiane. Recentemente l’associazione ha lanciato un allarme rispetto alla difficoltà sempre più incombente che chi vive del proprio lavoro o pensione sta subendo in questi anni di aumenti, di mercato aggressivo e sempre più caro, dai trasporti all’energia, dall’alimentare ai servizi. Federconsumatori c’è sempre stata e in questo momento di bisogno e difficoltà vuole con maggior forza concretizzare la propria disponibilità e prossimità all’intero territorio per svolgere quel ruolo di corpo intermedio e non lasciare solo nessuno davanti a queste difficoltà, per affrontare il futuro e le sue difficoltà collettivamente».
Carovita a parte, ci sono poi anche altre emergenze a cui fare fronte, che magari c’erano già in un recente passato ma che oggi si sono sensibilmente aggravate?
«È così. Come in una sorta di tempesta perfetta, registriamo ad esempio una crescente aggressività di certe pratiche commerciali anche da parte di aziende dell’energia e multiutility, che applicano modifiche unilaterali ai contratti gettando nel panico chi si vede arrivare bollette ingestibili. Altri segnali del grado di disperazione che certe pratiche commerciali stanno provocando, e anche in questo caso possiamo parlare di specchio dei tempi, arrivano da noi persone che hanno chiesto aiuto persino all’intelligenza artificiale. Nel mirino di queste pratiche spregiudicate ci finiscono anche le persone più fragili, a tutela delle quali peraltro esistono delle norme, anche se da un lato le persone che finiscono in questi guai non sono pienamente a conoscenza di ciò che possono fare per uscirne e dall’altro registriamo sempre più spesso una totale sordità di chi si muove in questo modo senza scrupoli».
La crisi economica alimenta anche le truffe nell’ambito degli investimenti e del trading online?
«Sì, e negli ultimi tempi sono tanti i giovani, tutti dai venti ai trent’anni che vengono a chiederci aiuto, confessando di aver fatto investimenti sbagliati. Magari erano le prime buste paga e si sono fatti allettare dal miraggio di moltiplicare i guadagni. La cosa che fa quasi tenerezza è che, nonostante siano tutti maggiorenni, ci supplicano di non informare i genitori».
Da questa situazione come se ne esce?
«Faccio mio il motto di Papa Francesco secondo il quale “nessuno si salva da solo” e anche la Federconsumatori deve pensare a fare quante più alleanze possibili, coinvolgendo i sindacati, gli enti locali, il volontariato, le realtà giovanili e anche le altre associazioni di consumatori. Il momento non è certo quello di intestarsi in solitaria certe battaglie. La Federcosumatori, con la sua rete nazionale ha tutte le competenze per aiutare le persone a uscire da queste situazioni. La nostra azione dev’essere la più capillare possibile».
Quale può essere in questa battaglia il ruolo degli enti locali?
«Con molti Comuni collaboriamo da tempo. Ci sono Comuni che mettono a disposizione gli spazi per i nostri sportelli. Con il Comune di Reggio abbiamo da tempo in essere il progetto di contrasto alle truffe digitali, quelle in cui sempre più spesso finiscono coinvolti i ragazzi dai 20 ai 30 anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
