In chiesa finge di voler pregare ma è un ladro: il parroco lo ferma con la refurtiva
Bibbiano: fermato con un candelabro in mano da don Darmetko Wojciech
Bibbiano Il ladro delle chiese è stato smascherato. Due giorni fa avevamo raccontato dei furti avvenuti a San Polo e Canossa. Ora la svolta: il responsabile è stato colto sul fatto da don Darmetko Wojciech, parroco di Bibbiano, e i carabinieri stanno indagando. Il tentativo di furto è avvenuto lunedì all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta di Bibbiano, dalla quale nei giorni scorsi erano spariti alcuni candelabri con le offerte.
«Erano le sette e mezza del mattino e un uomo si aggirava nella chiesa – racconta don Darmetko –. Gli ho chiesto cosa facesse e lui ha risposto che voleva stare un attimo dentro perché desiderava pregare prima di andare al lavoro. Nel giro di pochi secondi, però, approfittando del fatto che in quel momento non c’era nessuno, si è recato nel parcheggio della chiesa, dove aveva lasciato la macchina, con un candelabro in mano». Questa volta al ladruncolo è andata male. Ad attenderlo c’era infatti don Darmetko, che lo ha invitato a lasciare il candelabro al suo posto. Da qui sono iniziati alcuni minuti di confronto tra il sacerdote e il ladro che, una volta scoperto, ha iniziato a inventare storie toccanti ma palesemente false.
L’episodio è stato ripreso dalle telecamere esterne della chiesa e, grazie alle immagini, il ladro seriale ha finalmente un nome e un cognome. L’uomo è stato quindi individuato e denunciato. I carabinieri stanno verificando l’eventuale coinvolgimento del sospettato in ulteriori furti commessi ai danni di altri luoghi di culto e strutture parrocchiali della zona. «In chiesa non si va per rubare. Le chiese vanno protette: abbiate rispetto, sono la casa di tutta la comunità. Le parrocchie sono luoghi dove chi è in difficoltà può trovare ascolto e aiuto». È questo il messaggio del parroco dopo l’ennesimo episodio che ha coinvolto la chiesa di Bibbiano. Un appello forte, ad agosto, era arrivato anche da parte del vicario generale monsignor Giovanni Rossi: «È con amarezza che registriamo ogni giorno accessi alle nostre chiese con finalità ben lontane dal culto, ma volti a oltraggiare, profanare e rubare oggetti del patrimonio storico-artistico. Siamo tutti invitati alla vigilanza affinché le nostre case di preghiera siano conservate quali luoghi che testimoniano la preghiera, personale e corale, quale arma disarmata di speranza e di carità». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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