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Il Relais Roncolo 1888 conquista la prestigiosa Chiave Michelin

Elisa Pederzoli
Il Relais Roncolo 1888 conquista la prestigiosa Chiave Michelin

La residenza che ospitò Kate Middleton conquista un nuovo importante riconoscimento

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Quattro Castella Prima la principessa del Galles, ora la Chiave Michelin. La Tenuta Roncolo 1888, il relais sulle colline di Quattro Castella che lo scorso maggio ha accolto Kate Middleton, conquista un nuovo importante riconoscimento: è l’unica struttura della provincia di Reggio Emilia ad aver ottenuto una Chiave Michelin nella selezione 2026 della celebre Guida. Se le Stelle premiano i ristoranti capaci di distinguersi nel panorama gastronomico, le Chiavi fanno lo stesso nel mondo dell’ospitalità.

E quella assegnata a Roncolo porta così sulle colline reggiane uno dei riconoscimenti più prestigiosi riservati agli hotel: un premio che valuta non soltanto il livello del servizio, ma anche architettura e design, personalità, autenticità e capacità di raccontare il territorio. Un risultato che arriva a pochi mesi da quando la tenuta era finita sotto i riflettori internazionali per un ospite decisamente fuori dall’ordinario: la principessa del Galles in visita a Reggio Emilia per le scuole e gli asili di Reggio Children e conoscere di persona il Reggio Emilia Approach. La futura regina in quei giorni aveva, infatti, soggiornato in questa dimora.

«Siamo profondamente onorati di aver ricevuto la nostra prima Chiavi Michelin – si legge sui social della struttura – un riconoscimento importante alla nostra personale visione dell’ospitalità. Per noi, questo percorso nasce da una storia di famiglia e dal nostro amore per la terra, la sua tutela e un lusso discreto. Ma questo traguardo appartiene anche al territorio che ogni giorno ci ispira». Il relais sorge all’interno della Tenuta Venturini Baldini, azienda agricola biologica «dove vigneti, acetaia e orti convivono in un paesaggio di dolci colline», si legge nelle descrizione sulla Guida.

Cuore della proprietà è Villa Manodori, elegante dimora del 1670, affiancata dagli edifici dell’antico borgo che oggi ospitano camere e suite. «Gli interni combinano soffitti con travi a vista, letti a baldacchino in ferro battuto, arredi di gusto modernista e vivaci tocchi di colore, creando un equilibrio tra fascino storico e design contemporaneo». Il ristorante, ricavato in una luminosa serra, valorizza i prodotti della tenuta e della tradizione emiliana, mentre degustazioni, visite all’acetaia e ai vigneti permettono di conoscere da vicino le eccellenze del territorio. La svolta arriva nel 2015, con l’ingresso della famiglia Prestia. Quando rileva Villa Manodori, la tenuta è ormai caduta in disuso, ma l’idea non è quella di trasformarla: al contrario, l’obiettivo è restaurarla e riportarla in vita preservandone identità e anima. Un progetto che sta riscuotendo grande consenso: tanti i turisti stranieri che scelgono di soggiornare qui. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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