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Bcs, sfuma l'accordo con il Gruppo Fulchir: a rischio 430 lavoratori

Jacopo Della Porta
Bcs, sfuma l'accordo con il Gruppo Fulchir: a rischio 430 lavoratori

A soli dieci giorni dall'annuncio, il gruppo fa retromarcia sull'ingresso nel capitale del colosso delle macchine agricole. Riscontrate «criticità significativamente superiori rispetto a quelle inizialmente valutate»

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Luzzara Una doccia fredda. A distanza di dieci giorni dall’annuncio dell’ingresso del Gruppo Fulchir nel capitale di Bcs, storica azienda produttrice di macchine agricole con i marchi Bcs, Ferrari, Pasquali e Mosa, è arrivata la retromarcia, comunicata con una nota stampa. «A seguito dell’analisi approfondita effettuata al momento dell’accesso all’azienda, sono emerse criticità significativamente superiori rispetto a quelle inizialmente valutate, che rendono attualmente impossibile la finalizzazione dell’operazione». Parole pesanti come macigni per 430 lavoratori, di cui 90 a Luzzara, sul cui futuro ora si addensano molte incognite.

Queste le motivazioni addotte da Fulchir: «È stato riscontrato un complessivo deperimento del sistema industriale, con rilevanti difficoltà nella disponibilità dei componenti, nella continuità delle forniture e nella riattivazione dei processi produttivi. Inoltre, la situazione della supply chain si è rivelata particolarmente complessa, anche per effetto delle compromissioni intervenute nella rete dei fornitori e delle conseguenti difficoltà a cascata nel reperimento di componenti e materiali necessari alla produzione. Tale situazione avrebbe comportato tempi, costi e rischi operativi difficilmente prevedibili in fase iniziale, oltre al rischio di trovarsi in una posizione di forte dipendenza nei confronti di alcuni fornitori strategici, con possibili condizioni di fornitura non sostenibili».

Eppure, pochi giorni fa, Carlo Fulchir, presidente del gruppo, diceva: «Sono rimasto molto impressionato dalla potenzialità di Bcs, dai suoi molti prodotti leader nel mercato, dalla sua moderna struttura di produzione e dall’ottima rete di vendita, oltre che dalle sue possibilità di crescita, grazie anche alle novità che si appresta a lanciare. Sono convinto che Bcs e Gruppo Fulchir insieme possano conseguire a breve importanti obiettivi di consolidamento e crescita». Il presidente di Bcs, Fabrizio Castoldi, aggiungeva: «L’unione delle due società è quanto di meglio noi potessimo sperare per la nostra amata azienda e per i suoi lavoratori». L’entusiasmo è durato poco. 

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