Villa svaligiata a Ventoso di Scandiano: «È la quarta volta in sei mesi»
Il furto ai danni dell’imprenditore Fabio Ferrari: «Sono scoraggiato, non so più che fare»
Scandiano Le inferriate metalliche tagliate, la casa a soqquadro, parecchi ricordi di valore spariti: è la quarta visita subita in poco più di sei mesi. È parecchio scoraggiato Fabio Ferrari, conosciuto imprenditore scandianese, noto anche per l’impegno nel volontariato e, in passato, in politica. La settimana scorsa ha subito la quarta effrazione del 2026 nella sua villa sui colli di Ventoso di Scandiano.
«Ormai sono scoraggiato, non so più cosa fare. Preciso che non tengo più nessun oggetto di grande valore economico in casa, perché il rischio è troppo alto. È la quarta volta che entrano e tutte le volte ci sono spese, danni e un’enorme amarezza», spiega. Nelle precedenti occasioni i ladri non erano sempre riusciti a entrare, grazie al sistema di allarme e alla presenza di parenti in casa. In almeno un caso, però, i familiari di Ferrari hanno rischiato di trovarsi di fronte a chi stava cercando di forzare gli ingressi. Nella serata del 15 settembre scorso si è verificato l’ultimo furto, favorito da uno sfortunato disguido sugli orari di entrata e uscita, che ha fatto sì che il sistema di allarme non si attivasse. I ladri hanno usato strumenti da lavoro moderni, capaci di tagliare senza difficoltà e in poco tempo le inferriate metalliche installate all’esterno delle finestre e delle terrazze. Una volta dentro, hanno poi messo fuori uso alcuni dei sensori presenti.
Entrati nell’abitazione di Ferrari, si sono messi alla ricerca di oggetti di valore, concentrandosi su quelli di piccole dimensioni. «Dopo le ultime esperienze, non tengo orologi, oggetti e gioielli di grande valore in casa: è troppo pericoloso. I ladri hanno trovato due scatole che contenevano gioie assortite e una collezione di orologi dal costo non elevatissimo, ma a cui tenevo come ricordo personale», racconta l’imprenditore. «Purtroppo hanno preso anche due oggetti a cui tenevo tantissimo per ragioni personali: un Rolex, di pregio, oltretutto, che mi aveva regalato mia moglie, e una moneta ricoperta d’oro che mi aveva portato mio figlio al ritorno da un’esperienza negli Stati Uniti», continua. «C’è un danno economico, ma ancora di più morale, per quello che quegli oggetti rappresentavano. E c’è la costante amarezza di sentirsi indifesi. Negli anni abbiamo subito diverse effrazioni, ma mai così tante in pochi mesi. È frustrante: ci si sente indifesi, non è possibile fare nulla e anche le forze dell’ordine non possono fare molto», riflette.
«Appena mi sono accorto del furto ho dato l’allarme e i carabinieri sono intervenuti rapidamente, con grande professionalità. Ringrazio sia gli uomini della Tenenza di Scandiano sia quelli dell’Aliquota del comando provinciale, che hanno poi effettuato altri rilievi, ma più di tanto non è possibile ricostruire». La speranza è che gli autori abbiano lasciato qualche traccia nel giardino o nelle stanze prima di allontanarsi, sfruttando il buio e le tante stradine presenti nella zona verde dei colli di Ventoso. Un’area che rende facile una fuga discreta e nella quale non è impossibile muoversi senza farsi notare, una volta sceso il sole e calata la visibilità.
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