Con “Futuro InAzione” il lavoro diventa realtà
Un progetto strutturato e supportato da diversi enti e servizi
Correggio Il progetto “Futuro InAzione” è nato da un’intuizione. La Pro-Loco di Correggio, presieduta da Aimone Spaggiari, con il laboratorio Do-Mani (responsabile Antonella Vezzali) lo hanno ideato e sperimentato insieme ad alcune aziende del territorio: Gep Informatica e Bett Sistemi. È rivolto a giovani dai 16 anni in poi che, a fine percorso scolastico, si trovino in difficoltà a strutturare in modo autonomo percorsi di formazione o inserimento nel lavoro.
Si tratta di ragazzi che usufruiscono della legge 104, iscrivibili o già iscritti all’Ufficio di Collocamento mirato, individuati dalle scuole o dai servizi sociosanitari del distretto di Correggio (Npi e Servizio disabili adulti dell’Unione).
Il progetto, ora in convenzione con l’Unione dei Comuni della Pianura Reggiana, lavora in collaborazione con i Servizi sociali (responsabile Luciano Parmiggiani), l’Ufficio di Collocamento mirato (referente Monica Rondini), la cooperativa Accento, il Lions Club Correggio Antonio Allegri (presidente Riccardo Barbieri) e diverse associazioni locali.
“Futuro InAzione” sta uscendo dalla fase sperimentale ed è diventato anche paradigma per realtà di altre regioni. Si tratta di un percorso di inserimento lavorativo facilitato da un affiancamento esterno all’azienda, un tutoraggio.
Prevede lo sviluppo di competenze specifiche e l’acquisizione di autonomie finalizzate all’inserimento concreto in un contesto lavorativo profit. Questo attraverso quattro specifiche fasi.
La fase di osservazione all’interno del laboratorio socio occupazionale Do-Mani con l’uso di strumenti tecnici di valutazione, tutor e docenti. Dalle attività laboratoriali e di affiancamento deriva una valutazione delle competenze e delle abilità residue e la costruzione di un profilo di base che consente di identificare e ricercare il percorso, formativo o lavorativo più adeguato al singolo soggetto, sia in azienda che, in un’ottica di continuità, presso la sede del laboratorio Do-Mani.
Sulla base delle disponibilità aziendali del territorio, quindi, si procede alla fase successiva di abbinamento azienda/giovane e addestramento propedeutico all’inserimento lavorativo: un educatore esterno supporta il ragazzo o la ragazza nei compiti assegnati.
L’utilizzo di strategie specifiche e personalizzate porta il giovane ad acquisire le competenze richieste in tempi rapidi e consente di affrontare le possibili difficoltà in maniera più sicura. Questo dà la possibilità sia di avere una buona risposta da parte del soggetto in formazione sia di fare chiarezza sulle sue potenzialità, cosa utile all’azienda.
La terza fase è quella dell’inserimento: l’educatore esterno accompagna il giovane nelle prime fasi del tirocinio, lavorando in azienda con lui o lei, portando sul posto di lavoro le modalità apprese in fase di addestramento al laboratorio Do-Mani e avviando i processi necessari a rendere il candidato operativo, con l’attenzione a programmare sempre di più il lavoro in autonomia.
I tempi di affiancamento e monitoraggio saranno modulati sulle caratteristiche del giovane. Supporto è fornito alle aziende anche tramite eventuali incontri specifici, per esempio sulle strategie che rendano comprensibili e affrontabili le richieste al giovane. La fase conclusiva è quella del monitoraggio: l’educatore valuta l’andamento del lavoro, raccoglie le opinioni dell’azienda e attiva percorsi per aiutare il ragazzo a inserirsi nel gruppo di lavoro, facendogli acquisire maggiori competenze anche sociali. l
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