Gazzetta di Reggio

Reggio

L’incontro

Il cardinale Matteo Maria Zuppi a Reggio Emilia: «Per preparare la pace non devi fare la guerra»

Serena Arbizzi
Il cardinale Matteo Maria Zuppi a Reggio Emilia: «Per preparare la pace non devi fare la guerra»

Al teatro Valli ospite dell’iniziativa Articolo 11 dell’Istituto Cervi. Con lui Pierluigi Bersani e Vasco Errani

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Per preparare la pace non devi fare la guerra. Questo è un errore fondamentale che non abbiamo ancora capito». Parola del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, tra i protagonisti, ieri mattina al teatro Valli, dell’iniziativa “Articolo 11: l’Italia ripudia la guerra, voluta dall’Istituto Cervi nell’ottantesimo della Repubblica. All’evento hanno partecipato 400 studenti delle scuole superiori e altrettanti fra cittadini e autorità. Ospiti, oltre all’arcivescovo di Bologna Zuppi, Pier Luigi Bersani, già ministro e fondatore del Partito Democratico, e la storica Anna Foa. Dopo l’introduzione, curata da Vasco Errani, presidente dell’Istituto Cervi, sono intervenuti Maxim Nikishin, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Reggio Emilia e Kiranjit Kaur, insegnante e mediatrice culturale.

Poi si è entrati nel vivo del confronto, coordinato dalla giornalista Susanna Ferrari. «Ripudiare la guerra significa non smettere mai di non volerla - afferma Zuppi, che ricorda «don Primo Mazzolari, che diceva che la guerra accade sempre tra fratelli. L'odio non mi fa più vedere chi è mio fratello e nelle guerre la persona non vale più niente». Durante la mattinata si è toccato anche il tema dell’intelligenza artificiale, «un detonatore ancora più potente se viene usata per alzare i muri e non per costruire ponti», puntualizza il presidente della Cei. Bersani ammonisce di «non giocare mai il consenso sul lato della frattura». E ha evidenziato come la priorità «sia domare la bestia», ovvero evitare la guerra e, d’altra parte, «fare del mondo una cosa sola, come diceva John Lennon, che Meloni disprezza. Nella costituzione si parla di sovranità condivisa». In questa, come in altre occasioni, Bersani mette in evidenza che il salto tecnologico accompagna le epoche fortemente difficili.

«Bisogna invocare un disarmo bilanciato sulle tecnologie e avere una situazione con cui in una voce europea si ripristini una governance da “condominio” se no si rischiano guai seri», invoca, anche se poco dopo commenterà: «Mancano gli statisti». E sul perché la sinistra europea non sia riuscita a difendere le organizzazioni internazionali, Bersani afferma: «L’Europa si forma basicamente sull’idea di pace. L’Europa ha messo in comune tutto, ma nulla delle cose con cui era piaciuta al mondo, la pace, i diritti del lavoro il welfare, la fiscalità, quindi non si è creata veramente un’opinione pubblica europea. C'è stato un limite della sinistra ma c’è stato un salto tecnologico secolare». La storica Foa commenta amara che «non abbiamo difeso abbastanza il diritto internazionale. E mi chiedo perché la sinistra europea non lo abbia fatto, visto che era una sua conquista. Ora stiamo assistendo alla crisi dell’Europa in cui si vedeva la pace. Esiste la possibilità di tornare in modo diverso a quello che avevamo tentato di costruire nel secondo dopoguerra, una società in cui non si volevano uccidere i civili».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google