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Il lutto

Il prof Roberto Gialdini muore a 36 anni. «Uomo raro, docente amatissimo»

Alice Tintorri
Il prof Roberto Gialdini muore a 36 anni. «Uomo raro, docente amatissimo»

Reggio Emilia: il malore improvviso, poi il ricovero. Insegnava matematica allo Iess, che ieri ha sospeso le lezioni per ricordarlo

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Reggio Emilia Sarebbe dovuto essere un anno di inizi, una primavera di vita. «Roberto non vedeva l’ora di iniziare a lavorare nella nuova sede, inaugurata il 15 settembre alle Officine Reggiane. Ha fatto in tempo a vederla, ma non potrà mai insegnarci». Ha il dolore nella voce mentre racconta, il preside dello Iess, Ugo Barilli, dopo aver appreso della morte, a 36 anni, del professor Roberto Gialdini, ricoverato da giorni all’ospedale di Baggiovara in seguito a un malore. I primi sintomi li aveva accusati lunedì 14 settembre, soltanto il giorno prima dell’inizio della scuola, il luogo che più amava.

«La sua passione era la matematica. Era uno di quei docenti rari – va avanti Barilli –, capaci di intuire il potenziale nascosto eppure straordinario degli studenti. Il suo interesse non si è mai limitato al voto, ma a tirar fuori dai giovani idee, valori, riflessioni. Coi ragazzi dello Iess ha avuto storie incredibili e risultati straordinari: chi credeva di non essere portato per la matematica, addirittura per lo studio, con lui ha dovuto ricredersi». Di Gialdini tutti ricordano l’empatia, la passione per il suo lavoro, un lavoro che richiede una vocazione profonda e un interesse autentico. «Era un punto di riferimento. Un uomo raro e un professore amatissimo. Per i ragazzi e per le famiglie è stato una voce autorevole, sempre capace di trasmettere l’amore per la sua materia e il senso più profondo delle sue spiegazioni» prosegue commosso Barilli.

Roberto Gialdini ha dimostrato di essere un professore eccezionale non soltanto con i suoi alunni, ma anche con i colleghi. «Era un esempio per la sua pazienza: un uomo sorridente, che con lo sguardo sapeva convincerti che lui ci sarebbe stato, per qualunque bisogno. L’ho conosciuto nel 2021: in poco tempo, sul campo, ha saputo dimostrarmi le sue capacità e la sua passione. Qualità che sicuramente lo avrebbero portato lontano». Barilli ha parlato di progetti, di idee, di prospettive future e di porte che senz’altro nel futuro di Gialdini si sarebbero aperte: «Avevamo in mente tante cose – ha detto –. Ora ci resta soltanto il dolore».

Ieri mattina lo Iess di Reggio Emilia ha sospeso le lezioni per dedicare la giornata al ricordo di un professore caro a tutti. La scuola è rimasta aperta per un momento commovente dedicato soltanto a Gialdini. «In classe, nonostante non ci fossero obblighi, i ragazzi si sono presentati quasi tutti: studenti, ex studenti, famiglie, professori. Alla fine di questa giornata intensa siamo sgomenti e commossi».

Roberto Gialdini lascia la mamma Vanna, il papà Miller, il fratello Mauro e la cognata Federica. I funerali si svolgeranno lunedì 28 partendo alle 10 dalla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin, 21 per la Chiesa parrocchiale di Sant’Anselmo. Al termine della funzione religiosa si proseguirà per il cimitero di Marmirolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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