Gazzetta di Reggio

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La ricostruzione

Aggressione al distributore: un cittadino vede un’auto in giro col parabrezza sfondato e chiama il 112. Così è stato arrestato Mena Istafanous

Miriam Figliuolo

	L'auto del giovane dopo la fuga dal distributore con il parabrezza sfondato
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L'auto del giovane dopo la fuga dal distributore con il parabrezza sfondato

Reggio Emilia: il 26enne in fuga si era diretto in via Comparoni a Gavasseto

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Reggio Emilia Il 26enne Mena Istafanous è stato arrestato in un vicolo privato che si affaccia su via Comparoni, a Gavasseto: a soli sei minuti d’auto dal luogo della brutale tripla aggressione al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo. I soccorsi al Buco del Signore si sono attivati alle 18.53. Alle 19, è arrivata al 112 la segnalazione rivelatasi fondamentale per la sua cattura.

 



A lanciarla un cittadino che ha notato movimenti sospetti lungo la strada privata su cui si affacciano solo alcune abitazioni, e senza ancora sapere della tragedia sfiorata a Buco del Signore, ha composto il 112. Negli stessi minuti, probabilmente, la polizia stava piombando a casa del giovane, in via Manara, grazie agli estremi ricavati dalla targa della sua Seat Ibiza, senza però trovarlo. A raccontare le «scene da film» vissute sono due dei residenti. Per primo lo stesso autore della segnalazione rimasto in collegamento telefonico e via WhatsApp con le forze dell’ordine per lunghi minuti. «Ho chiamato il 112 intorno alle 19 perché stavo assistendo a una scena molto strana in una strada di solito tranquilla. Intorno alle 19 una Hyundai ha accostato e ha scaricato velocemente un ragazzo molto giovane che si è poi allontanato verso Gavasseto a bordo di un monopattino. L’uomo al volante, di una sessantina d’anni, si è messo poi a percorrere avanti e indietro, nervosamente, la nostra stradina, guardandosi attorno. Quindi è risalito in auto e l’ha parcheggiata in fondo al viottolo. Proprio mentre stavo per chiamare il 112, è arrivata la seconda auto, una Seat Ibiza nera. Aveva il lunotto sfondato. Su indicazione del primo uomo anche la Seat è stata parcheggiata in fondo alla nostra strada. L’ho comunicato all’operatore del 112 e, appena ho pronunciato “Seat Ibiza nera”, ho capito dalla sua reazione che si trattava di qualcosa di importante. Sono rimasto in collegamento telefonico venti minuti e anche con WhatsApp per mandare la mia posizione: su loro richiesta aggiornavo poi gli agenti dei movimenti di quei due». Poi l’arrivo in forze di polizia e carabinieri. I due vengono fatti scendere. Istafanous tenta di opporre resistenza, ma viene bloccato e atterrato. Anche l’altro uomo viene prelevato. Ma uno solo verrà poi arrestato: il 26enne. Dalla questura confermano che non risultano altre persone che abbiano alcun tipo di legame con quanto avvenuto in via Martiri di Cervarolo. «I due sembravano non c’entrare nulla l’uno con l’altro – racconta ancora il cittadino –. Il 60enne molto alto e biondo, l’altro meno alto e con i capelli scuri. Nessuno dei due abita qui. Quando ho saputo cosa era successo al distributore Ego, mi è parso ancora più strano che qualcuno che voglia fuggire scelga un vialetto senza uscita».

Una volta raggiunto dagli agenti della polizia, sull’auto in fondo al vialetto, Istafanous non è fuggito, raccontano ancora i residenti che hanno assistito alla scena, ma ha provato a opporre resistenza e per questo è stato bloccato e atterrato. Il ragazzo è stato poi perquisito. Gli agenti lo hanno appoggiato contro il furgone in sosta di un altro residente. Il proprietario del mezzo racconta: «Posso dire che mi è andata bene… Le due auto, una delle quali con il parabrezza sfondato, erano parcheggiate a due metri da casa mia. Mi è andata bene, perché li ho visti qui in auto e pensavo fossero ragazzi di qua che ascoltavano la musica. Subito non mi sono accorto del vetro rotto. Se invece gli avessi detto qualcosa, chissà cosa sarebbe potuto succedere… Poi abbiamo visto l’arrivo di polizia e carabiniere: il ragazzo l’hanno dovuto atterrare. Sono state scene da film». La Seat Ibiza poi è stata sequestrata e portata via dalla polizia subito dopo. «La Hyundai invece questa mattina – concludono i residenti –, non c’era più».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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