Le parole del consigliere Casella su Umberto Bossi scatenano le polemiche: ecco cosa ha detto
In consiglio comunale di parlava di scuola e stranieri. Rinaldi (Lega): «Ora deve dimettersi: il Pd prenda le distanze da queste parole»
Reggio Emilia «Prenda il mio tentativo di interruzione come un atto d’amore: volevo evitarle di dire altre stupidaggini». E ancora: «Voi siete alleati della Lega nord da 30 anni, quando dicevano che lei e i suoi genitori erano gente inferiore. Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua pochi mesi il nostro Signore lo ha chiamato».
È bufera sul consigliere dem Antonio Casella per queste parole, pronunciate durante l’ultimo Consiglio comunale. Il contesto era l’ordine del giorno urgente presentato dalla consigliera del Pd Cinzia Ruozzi relativo al decreto Valditara e gli studenti stranieri (vedi l’intervento sotto). Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Cristian Paglialonga ha contestato un passaggio dell’intervento: «Il passaggio sui flussi migratori tra sud e nord è gravissimo, quando si dice che anche in quel momento si dovettero affrontare difficoltà linguistiche e differenze culturali. Consigliera Ruozzi, quali erano le differenze culturali? Emerge una presunzione di superiorità dalla formulazione che avete scelto. Questo è il vero volto della sinistra reggiana: moralisti da salotto che predicano uguaglianza mentre guardano i meridionali dall’alto in basso, certi della loro superiorità di facciata».
Paglialonga menziona i consiglieri Rosario Martorana (lista Massari sindaco ) e Casella. E apriti cielo. Quest’ultimo chiede di intervenire, pronunciando quella frase su Bossi che lo ha fatto finire al centro delle polemiche. E ha parlato di “feccia” in riferimento all’elettorato di Centrodestra.
«Il consigliere Casella si dimetta - attaccca il capogruppo della Lega, Alessandro Rinaldi -. Casella ha dimostrato, con le parole pronunciate in aula, di non avere il rispetto necessario per il ruolo istituzionale che ricopre. Dopo aver espresso pubblicamente compiacimento per la morte di Umberto Bossi, dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Sentire pronunciare parole di questo tenore nell’aula del Consiglio comunale è una vergogna. Si può essere avversari politici, si possono contestare duramente le idee di Umberto Bossi, ma manifestare compiacimento per la morte di una persona è qualcosa che nulla ha a che vedere con il confronto democratico. Quello pronunciato da Casella è un modo indegno di concepire l’avversario. Per questo gli chiedo pubblicamente di assumersi la responsabilità delle proprie parole e di rassegnare le dimissioni da consigliere comunale. Chiedo inoltre al Partito Democratico di Reggio Emilia di chiarire pubblicamente se ritenga compatibili con il ruolo istituzionale ricoperto da un proprio consigliere parole di questo tenore».
Il segretario regionale della Lega Emilia, Matteo Rancan, parla di «parole da regime del consigliere: si dimetta. Troppe volte la sinistra combatte con violenza da regime gli avversari politici piuttosto che usare idee e proposte. C’è solo una soluzione per chi si rivela essere in questo modo: dimettersi per restituire dignità a un’istituzione che non merita un rappresentante di così basso profilo».
La senatrice leghista e sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni interviene definendo «semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale» quanto accaduto. Davvero, continua Borgonzoni «si rallegra per la morte di un avversario politico? È questo il massimo della retorica del Pd per attaccare la Lega?». Al solito, chiude la salviniana «scarseggiano di argomenti, e in questo caso anche di decenza». Pertanto “auspichiamo che il Pd condanni un tale atteggiamento, e chiediamo immediatamente le dimissioni di chi evidentemente non merita di rappresentare i cittadini», dice ancora Borgonzoni.
Casella, interpellato dalla Gazzetta, specifica che «stavamo parlando del pensiero che Bossi ha esposto per 30 anni. Rinaldi ha detto che quella Lega non esiste più, quindi non capisco perché avanzi queste richieste. Il mio intervento era riferito al pensiero di Bossi e lui difende Bossi. Per quanto riguarda Paglialonga ha passato dieci minuti a dire che il Pd è razzista...».
Sul termine “feccia” collegato al Centrodestra, Casella spiega di «non voler offendere nessuno che voti a destra».
In seguito alla seduta di lunedì, la consigliera Ruozzi ribatte al capogruppo di Fratelli d’Italia: «Credo che il consigliere Paglialonga abbia volutamente frainteso alcune mie frasi estrapolate da un ragionamento più complesso per non parlare del decreto legge Valditara. Io ho detto che la scuola aveva affrontato ondate migratorie già a partire dagli anni Sessanta e Settanta e affrontato le diversità culturali e le difficoltà linguistiche, per esempio l’uso del dialetto come lingua di base, offrendo più opportunità più tempo scuola, più occasioni per la socializzazione per creare una comunità scolastica coesa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google