Nube arancione a Corte Tegge, cisterna ancora da rimuovere: al lavoro anche gli specialisti da Bologna
Prosegue l’intervento dei vigili del fuoco. La sindaca di Cavriago Bedogni: «Nessun rischio per la popolazione, monitoraggio fino alla conclusione delle operazioni»
Cavriago A quasi 24 ore dalla comparsa della nube rossastra nella zona industriale di Corte Tegge, l’intervento dei vigili del fuoco non è ancora concluso. La cisterna contenente acido nitrico è stata messa in sicurezza, ma deve ancora essere rimossa. Sul posto è intervenuto anche il nucleo specializzato dei vigili del fuoco arrivato da Bologna, che sta lavorando insieme all’azienda per individuare le modalità più sicure per procedere alla rimozione della cisterna e della sostanza rimasta al suo interno. Intanto proseguono gli accertamenti per stabilire che cosa abbia innescato la reazione chimica. «Resta da capire che cosa sia successo – spiega la sindaca di Cavriago, Francesca Bedogni, che ha seguito le operazioni anche nella mattinata di sabato –. Da quello che ci è stato riferito, non è una sostanza che si attiva da sola. Le verifiche sulle cause proseguiranno».
Gli effetti sull’aria
La sindaca conferma gli esiti rassicuranti dei controlli effettuati fin dalle prime fasi dell'emergenza. Non risultano persone ferite o intossicate e non sono stati rilevati sversamenti a terra. «Arpa era sul posto praticamente dieci minuti dopo e ha effettuato i campionamenti dell’aria – racconta Bedogni –. In via precauzionale avevamo invitato i residenti della zona di Corte Tegge a tenere porte e finestre chiuse, ma già i primi campionamenti ci hanno restituito una situazione rassicurante».
Nessuno dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento ha accusato problemi respiratori o altre conseguenze. «Non ci sono stati nemmeno sversamenti di sostanza a terra, quindi siamo tranquilli anche per quanto riguarda il suolo e le acque», aggiunge la sindaca.
La nube arancione
L’allarme era scattato poco dopo le 17 di venerdì 2 ottobre, in via dell’Industria. Da uno stabilimento industriale, quello di Gelati d’Italia, si era alzata una vistosa nube rossastra, ben visibile anche a distanza e tale da suscitare preoccupazione tra le persone presenti nella zona.
Secondo quanto ricostruito finora, all’interno di una cisterna contenente acido nitrico si è verificata una reazione chimica, le cui cause devono ancora essere chiarite. La reazione ha provocato la fuoriuscita di vapori che, a contatto con l’aria, hanno assunto la caratteristica colorazione rossastra.
«Non c’è stato un incendio – precisa Bedogni – ma una fuoriuscita di gas dalla cisterna provocata dalla reazione chimica». Proprio perché l’acido nitrico è una sostanza pericolosa, è scattato immediatamente il dispositivo di sicurezza. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Arpae, Igiene pubblica e forze dell’ordine. La nube si è poi dissolta e le analisi sulla qualità dell’aria hanno consentito di escludere rischi per la popolazione.
Gli specialisti da Bologna e la rimozione della cisterna
Una volta contenuta l'emergenza e verificata l'assenza di conseguenze per lavoratori e residenti, l'attenzione si è concentrata sulla cisterna. Da Bologna è arrivato anche un nucleo specializzato dei vigili del fuoco, impegnato a definire insieme all'azienda le modalità dell'intervento.
La rimozione vera e propria sarà effettuata da personale specializzato nella gestione di queste sostanze. Fino ad allora i vigili del fuoco continueranno a presidiare l'area e a monitorare la situazione. «La cisterna in questo momento è in sicurezza – sottolinea Bedogni –. I vigili del fuoco sono ancora attivi sul posto e il monitoraggio sarà garantito fino alla sua rimozione».
La sindaca sottolinea anche la rapidità della risposta all'emergenza: «Sono stati tutti tempestivi, competenti e preparati: Arpa, vigili del fuoco, Igiene pubblica, carabinieri e tutte le forze intervenute».
Lo stabilimento si trova a cavallo tra i territori comunali di Cavriago e Reggio Emilia, mentre la cisterna interessata dall'incidente si trova nel territorio del Comune di Reggio Emilia. Le due amministrazioni hanno quindi seguito la situazione in coordinamento fin dalle prime ore.
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