Casalgrande, la palestra FitUp prima inaugura e poi il Comune la chiude: abbonati allarmati. Cosa sta succedendo
Il Comune spiega: «Il gestore ha deciso autonomamente di avviare l’attività senza attendere il completamento delle pratiche»
Casalgrande È polemica sulla chiusura della palestra FitUp di Casalgrande. L’impianto, inaugurato in pompa magna lo scorso 5 settembre, ha sospeso le attività il 24 dello stesso mese, con decine di cittadini che avevano già sottoscritto abbonamenti annuali o pluriennali. Sulla vicenda sono intervenuti sia il Pd sia il Movimento 5 Stelle, chiedendo massima chiarezza e tutele per gli utenti.
A sollevare il caso è stato il segretario dem e consigliere comunale Matteo Balestrazzi attraverso un’interrogazione scritta. Secondo le ricostruzioni, l’attività della struttura non si limitava a un mero evento promozionale: «I cittadini si sono iscritti e hanno versato somme rilevanti, fino a mille euro, per abbonamenti a lungo termine. La palestra era aperta e funzionante, con utenti che si allenavano al suo interno», sottolinea Balestrazzi, evidenziando il forte disagio della cittadinanza e chiedendo che si faccia chiarezza. La vicenda richiama fatti analoghi avvenuti in altri comuni, come nei casi delle sedi FitUp di Follonica e Ponsacco, finiti al centro di contestazioni amministrative per la carenza di permessi e autorizzazioni. Interpellati sulla situazione, dalla sede della palestra FitUp di Casalgrande non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
Martedì scorso, l’amministrazione comunale aveva già espresso una prima posizione sui propri canali social: «Ad oggi manca ancora parte della documentazione che il committente deve presentare al Comune per chiudere l’istruttoria. Non appena la documentazione sarà completa, gli uffici procederanno tempestivamente per quanto di competenza». Ieri, il sindaco Giuseppe Daviddi ha spiegato la posizione dell’ente: «La nostra partecipazione all’evento del 5 settembre è avvenuta sulla base di un invito che indicava espressamente una giornata di presentazione. In quel momento dovevano ancora essere completati lavori e adempimenti. La presenza degli amministratori non costituiva un’autorizzazione né sostituiva gli adempimenti richiesti».
Daviddi ha poi chiarito la dinamica dello stop: «Successivamente alla presentazione, il gestore ha deciso autonomamente di avviare l’attività senza attendere il completamento delle pratiche. Ricevute le segnalazioni, il Comune ha attivato i controlli e, riscontrato il mancato completamento degli adempimenti necessari, ha disposto la chiusura della palestra in attesa della regolarizzazione. L’intervento ha una ragione precisa: tutelare le persone che frequentano la struttura». «Per un’amministrazione – continua il primo cittadino – la sicurezza dei cittadini deve essere una priorità concreta, anche quando intervenire comporta una decisione difficile. La prevenzione richiede di intervenire quando emergono mancanze, senza attendere che si verifichi un incidente: la tragedia di Crans-Montana ci richiama tutti alla serietà con cui deve essere affrontata la sicurezza nei luoghi aperti al pubblico». Infine, il sindaco Daviddi assicura massima attenzione per gli abbonati: «Siamo al fianco dei cittadini che hanno già sottoscritto un abbonamento. Una volta ultimati i lavori e presentata la documentazione richiesta, la palestra potrà riaprire e gli uffici comunali svolgeranno tempestivamente le attività di propria competenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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